venerdì 12 giugno 2020

599 - LA MACCHINA DEI SOGNI




Sembra impossibile ma…
I ricercatori del Mit hanno sviluppato un sistema per controllare i sogni. Un dispositivo di facile uso, che in tempi brevi sarà alla portata di tutti, e consentirà, secondo le intenzioni degli studiosi, di stimolare e migliorare la creatività. E forse anche di conoscere più a fondo i nostri reali desideri e la nostra vera personalità.

Il dispositivo messo a punto dal team guidato da Adam Horowitz, e presentato di recente (ringrazio l’amico Giorgio Gronchi per la segnalazione), si chiama Dormio, e consentirà di interfacciarsi con uno specifico stadio del sonno, detto ipnagogia. Si tratta di una vera e propria zona di confine tra sonno e risveglio, quello stato di mezza veglia che ci porta a dormire profondamente in pochi minuti. Durante questa transizione si verificano allucinazioni visive e uditive o microsogni di cui spesso al risveglio non abbiamo memoria. L’esistenza di questa fase è nota da tempo, e tanti grandi pensatori assicurano che attraversando questo stadio hanno vissuto i più intensi scoppi di creatività o chiarezza mentale. Thomas Edison studiò il fenomeno: si assopiva con delle sfere d'acciaio in mano, che cadevano al rilasciarsi dei muscoli. Il rumore gli consentiva di non addormentarsi completamente, così da sperimentare le allucinazioni e le intuizioni tipiche dell'ipnagogia.

Più o meno questo è il principio del Dormio, la cui ricerca è partita nella convinzione che questo periodo tra veglia e sonno sia fonte di una creatività che poi va perduta nell'oceano del sonno: scendere fino all’ipnagogia e tornare alla coscienza senza andare più a fondo nel sonno, dovrebbe portare grossi benefici al pensiero creativo. Finora Horowitz ha testato il dispositivo su 8 soggetti, con eccellenti risultati. In pratica il volontario indossa una sorta di guanto con sensori di pressione che, come le sfere di Edison, lo avvisano che si sta addormentando fermando la caduta nel sonno profondo; contemporaneamente segnalano il momento giusto in cui intervenire con induzioni vocali (ad esempio, “pensa a un coniglio”), che si inseriscono nel dormiveglia. I risultati? Tutti, anche chi non ricordava di aver udito l’induzione vocale, hanno “visto il coniglio” nello stato di sogno. Insomma, il sistema per il controllo dei sogni è una realtà. Un successivo specifico test ha poi mostrato segnali certi di un aumento della creatività. E siamo solo agli inizi. 
 
 
 

 

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