Sembra
impossibile ma…
I
ricercatori del Mit hanno sviluppato un sistema per controllare i
sogni. Un dispositivo di facile uso, che in tempi brevi sarà alla
portata di tutti, e consentirà, secondo le intenzioni degli
studiosi, di stimolare e migliorare la creatività. E forse anche di
conoscere più a fondo i nostri reali desideri e la nostra vera
personalità.
Il
dispositivo messo a punto dal team guidato da Adam Horowitz, e
presentato di recente (ringrazio l’amico Giorgio Gronchi per
la segnalazione), si chiama Dormio, e consentirà di interfacciarsi
con uno specifico stadio del sonno, detto ipnagogia. Si tratta di una
vera e propria zona di confine tra sonno e risveglio, quello stato di
mezza veglia che ci porta a dormire profondamente in pochi minuti.
Durante questa transizione si verificano allucinazioni visive e
uditive o microsogni di cui spesso al risveglio non abbiamo memoria.
L’esistenza di questa fase è nota da tempo, e tanti grandi
pensatori assicurano che attraversando questo stadio hanno vissuto i
più intensi scoppi di creatività o chiarezza mentale. Thomas Edison
studiò il fenomeno: si assopiva con delle sfere d'acciaio in mano,
che cadevano al rilasciarsi dei muscoli. Il rumore gli consentiva di
non addormentarsi completamente, così da sperimentare le
allucinazioni e le intuizioni tipiche dell'ipnagogia.
Più
o meno questo è il principio del Dormio, la cui ricerca è partita
nella convinzione che questo periodo tra veglia e sonno sia fonte di
una creatività che poi va perduta nell'oceano del sonno: scendere
fino all’ipnagogia e tornare alla coscienza senza andare più a
fondo nel sonno, dovrebbe portare grossi benefici al pensiero
creativo. Finora Horowitz ha testato il dispositivo su 8 soggetti,
con eccellenti risultati. In pratica il volontario indossa una sorta
di guanto con sensori di pressione che, come le sfere di Edison, lo
avvisano che si sta addormentando fermando la caduta nel sonno
profondo; contemporaneamente segnalano il momento giusto in cui
intervenire con induzioni vocali (ad esempio, “pensa a un
coniglio”), che si inseriscono nel dormiveglia. I risultati? Tutti,
anche chi non ricordava di aver udito l’induzione vocale, hanno
“visto il coniglio” nello stato di sogno. Insomma, il sistema per
il controllo dei sogni è una realtà. Un successivo specifico test
ha poi mostrato segnali certi di un aumento della creatività. E
siamo solo agli inizi.

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