Sembra
impossibile ma...
Nel
1969 le cascate del Niagara furono prosciugate e per 6 mesi rimasero
in secca. Ringrazio Mirella Spadini, collaboratrice del Gruppo di
“Sembra impossibile ma...” per la segnalazione, e vi racconto
qualcosa in più su una delle 7 meraviglie del mondo.
Le cascate si sono formate circa 12.000 anni fa fra il lago Erie e il lago Ontario. Il nome deriva da "Onguiaahra" che nella lingua dei nativi irochesi significa “lo stretto”. Nei secoli a causa dell'erosione sono arretrate di 11 chilometri, formando la gola del Niagara. E' nel XIX secolo che gli industriali capiscono che la forza dell'acqua può essere sfruttata per alimentare le fabbriche; e nel 1895 si inaugura una centrale idroelettrica che per decenni resterà la più grande del mondo. In seguito la deviazione di grandi masse d'acqua per produrre energia elettrica contribuirà a rallentare l'erosione e nel 1950 Stati Uniti e Canada decidono di deviare il 50% dell'acqua in tunnel subacquei verso le turbine, ma solo di notte, per non penalizzare i turisti. Il salto dunque 100 anni fa era più alto e il flusso molto più potente, e le deviazioni, che esistono ancora oggi, consentono ai visitatori di vederne solo una frazione, che quando cala il sole viene ulteriormente ridotta.
Ma
veniamo al più mastodontico degli interventi realizzati per
controllare l'erosione. Giugno 1969 per la prima volta dopo migliaia
di anni lo scorrere dell'acqua della parte americana della cascata si
arresta. Per 3 giorni 1.200 camion trasportano migliaia di
tonnellate di terra e roccia per costruire una diga provvisoria
(detta cofferdam) lunga 200 metri, fra la terraferma e Goat Island.
L'obiettivo è rimuovere i depositi di roccia accumulati alla base
della cascata, che riducono il salto e ostacolano il flusso
dell'acqua peggiorando l'erosione. Quando l'opera è terminata
l'acqua, dirottata tutta verso il versante canadese, lascia Niagara
falls in secca. Quella che appare agli occhi dei centomila americani
arrivati per l'evento è una grande scogliera, una parete rocciosa
mai vista prima da occhio umano, imponente ma assai meno spettacolare
delle cascate. Gli ingegneri ci mettono poco a capire che i depositi
rocciosi hanno un ruolo vitale nel sostenere la parete rocciosa: non
si possono rimuovere. L'operazione è un fallimento? No, perché nei
mesi che seguono vengono realizzati lavori di conservazione
essenziali sulla parete della scogliera, e la struttura viene
stabilizzata con ancoraggi e cavi. Nel novembre 1969 la dinamite
demolisce il cofferdam, e un boato biblico annuncia il ritorno delle
acque.
Anno
2016, la commissione del Parco statale del Niagara annuncia un nuovo
progetto per prosciugare le cascate americane. Questa volta
l’operazione servirà a ristrutturare i due grandi ponti che
collegano Goat Island alla terraferma. I lavori, che dovevano partire
nel 2019, sono stati rinviati. Ma si parla di mesi, più che di anni.

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