Sembra
impossibile ma...
Questa
è una storia vera. “Se
avrete fede pari a un granellino di senape, potrete dire a questo
monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà
impossibile”. Huang Dafa vive nella provincia cinese di Guizhou, e
probabilmente il vangelo non l’ha mai letto. Però la sua montagna
l’ha spostata davvero, con determinazione e amore, che pure quello,
si sa, smuove le montagne.
Oggi
Huang ha passato gli ottanta, e ha sotto gli occhi ogni giorno il
risultato del lavoro di una vita. Anzi, controlla che tutto vada bene
e cura la manutenzione della sua opera. Che è un canale lungo in
tutto quasi 10 chilometri, scavato con le sue mani nella roccia. Anno
1959, Huang vive da sempre a Caowangba, ha 23 anni ed è il
capovillaggio, una sorta di sindaco del piccolo borgo isolato dove
nei periodi più caldi si soffre la sete perché con i torrenti in
secca non arriva l’acqua. La stagione quell’anno è
particolarmente arida e la siccità minaccia la risaia e rischia di
rovinare il raccolto: inutile aspettarsi aiuti dal governo centrale,
bisogna fare qualcosa o per la gente del paese saranno tempi
durissimi.
Così
Huang si rimbocca le maniche, e avvia un progetto che si concluderà
dopo 36 anni: inizia a scavare la roccia viva per aprire nella parete
della montagna un condotto che porti l'acqua da una località vicina.
All’inizio la gente del paese scuote la testa, non crede che
l’opera sia realizzabile, non con quei mezzi e senza aiuti esterni.
Ma lui va avanti, e per dimostrare che fa sul serio, dopo essersi ben
legato con una corda ad un albero attraversa un burrone, sospeso in
aria a 300 metri di altezza. "Se non lo avessi fatto – dice
oggi - nessuno avrebbe trovato il coraggio di seguirmi". Invece
un primo gruppo di ragazzi inizia a lavorare con lui. Con attrezzi
rudimentali scavano la roccia, ma dopo 10 anni non hanno fatto che un
centinaio di metri. Così Huang ferma i lavori e va nella città più
vicina, a Fengxiangzhen, per studiare le tecniche di scavo e di
irrigazione. Tornato al villaggio, mette insieme una squadra di
operai e li addestra. I lavori ripartono assai più rapidi. E nel
1995 il sogno diventa realtà, l’opera è completata.
Il
“canale Dafa” oggi compare anche sulle carte geografiche, è
lungo 7.200 metri nel tratto principale, più una diramazione di
2.200 metri, e il villaggio di Caowangba, con altri tre villaggi
vicini, ha acqua a volontà in tutte le stagioni, tanto che la
produzione di riso è passata da 25mila a 400mila chili l’anno. E
lui? Ormai capovillaggio a vita, prima di andare in pensione fa in
tempo a coordinare i lavori che portano a Caowangba l’elettricità
e realizzano la nuova strada che collega il paese coi centri vicini.
Non sarebbe male se ogni tanto anche i sindaci delle nostre città si
rileggessero la storia di Huang Dafa. O, in alternativa, le parole
del vangelo.

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