lunedì 15 giugno 2020

623 - IL RE DELLE CARTE




Sembra impossibile ma…
Ancora una volta torno da un viaggio con una straordinaria storia da raccontare, e l’emozione di aver stretto la mano e visto in azione un personaggio come Richard Turner.

Nato a San Diego nel 1954, Turner oggi è considerato uno dei più grandi manipolatori di carte. Il mitico Dai Vernon, che i prestigiatori chiamavano “The professor”, dopo averlo visto al tavolo verde disse di lui: “In 80 anni ho seguito le esibizioni di innumerevoli esperti di carte; tecnicamente considero Richard di gran lunga il più abile al mondo”. Appassionato di giochi di prestigio fin da bambino, negli anni si è esibito con migliaia di repliche del suo “one man show” nei più importanti locali americani, vincendo i premi più prestigiosi. Il Magic Castle di Hollywood lo ha nominato “mago dell’anno” nel 2015, e lo ha inserito nella hall of fame. Nel film di Terrence Malick “The tree of life” ha recitato la parte di un baro che imbroglia Brad Pitt. Tutto questo solo con le carte. Poi Turner pratica karate dal 1971 ed è Maestro cintura nera sesto dan, ha studiato con un famoso stunt man che gli ha insegnato a cadere, a dondolarsi sul trapezio, e a camminare su una corda tesa. Richard è sposato e ha un figlio, e negli ultimi anni è apparso nelle televisioni di mezzo mondo, e ha tenuto conferenze motivazionali per aziende internazionali e agenzie governative.

Un curriculum straordinario. Ma non “impossibile”, se non avessi omesso un dettaglio. Lo dico senza perifrasi: Richard Turner è cieco. A 9 anni la scarlattina gli distrugge la macula, parte centrale della retina, a 13 anni vede poco più che ombre ed è dichiarato legalmente cieco, poi gradualmente perde anche gli ultimi residui di vista. Così frequenta una scuola speciale per ipovedenti, ma si rifiuta imparare il braille (cosa che non farà mai). Lo sostiene la passione per la magia, quel mazzo di carte che non abbandona mai. Per 10 anni si allena 10 ore al giorno, studia e sviluppa tecniche avanzate di cartomagia per le quali la vista non è indispensabile. Poi un attore gli insegna come muoversi e osservare le persone in modo che non si rendano conto della sua cecità. Negli anni farà una serie di audizioni, e sarà sempre assunto dai datori di lavoro senza rivelare il suo handicap. E allo stesso modo non ne informa mai il suo pubblico. Per vederlo all’opera seguite il link.

 

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