Sembra
impossibile ma…
Ancora
una volta torno da un viaggio con una straordinaria storia da
raccontare, e l’emozione di aver stretto la mano e visto in azione
un personaggio come Richard Turner.
Nato
a San Diego nel 1954, Turner oggi è considerato uno dei più grandi
manipolatori di carte. Il mitico Dai Vernon, che i prestigiatori
chiamavano “The professor”, dopo averlo visto al tavolo verde
disse di lui: “In 80 anni ho seguito le esibizioni di innumerevoli
esperti di carte; tecnicamente considero Richard di gran lunga il più
abile al mondo”. Appassionato di giochi di prestigio fin da
bambino, negli anni si è esibito con migliaia di repliche del suo
“one man show” nei più importanti locali americani, vincendo i
premi più prestigiosi. Il Magic Castle di Hollywood lo ha nominato
“mago dell’anno” nel 2015, e lo ha inserito nella hall of fame.
Nel film di Terrence Malick “The tree of life” ha recitato la
parte di un baro che imbroglia Brad Pitt. Tutto questo solo con le
carte. Poi Turner pratica karate dal 1971 ed è Maestro cintura nera
sesto dan, ha studiato con un famoso stunt man che gli ha insegnato a
cadere, a dondolarsi sul trapezio, e a camminare su una corda tesa.
Richard è sposato e ha un figlio, e negli ultimi anni è apparso
nelle televisioni di mezzo mondo, e ha tenuto conferenze
motivazionali per aziende internazionali e agenzie governative.
Un
curriculum straordinario. Ma non “impossibile”, se non avessi
omesso un dettaglio. Lo dico senza perifrasi: Richard Turner è
cieco. A 9 anni la scarlattina gli distrugge la macula, parte
centrale della retina, a 13 anni vede poco più che ombre ed è
dichiarato legalmente cieco, poi gradualmente perde anche gli ultimi
residui di vista. Così frequenta una scuola speciale per ipovedenti,
ma si rifiuta imparare il braille (cosa che non farà mai). Lo
sostiene la passione per la magia, quel mazzo di carte che non
abbandona mai. Per 10 anni si allena 10 ore al giorno, studia e
sviluppa tecniche avanzate di cartomagia per le quali la vista non è
indispensabile. Poi un attore gli insegna come muoversi e osservare
le persone in modo che non si rendano conto della sua cecità. Negli
anni farà una serie di audizioni, e sarà sempre assunto dai
datori di lavoro senza rivelare il suo handicap. E allo stesso modo
non ne informa mai il suo pubblico. Per vederlo all’opera seguite il link.

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