sabato 5 ottobre 2019

1 - LA SORPRESA



Sembra impossibile ma...
Nella storia di Sir Nicholas Winton c'è tutto: eroismo, riservatezza, amore, modestia, riconoscenza. E un finale da brividi, che non vi anticipo. Allacciate le cinture.

Winton nasce a Londra nel 1909. La sua sarà una vita lunghissima, 106 anni. E certamente non sprecata. Di famiglia benestante (i genitori di origine tedesca sono ebrei convertiti al cristianesimo) da giovane fa l'agente di borsa, ma nel 1938, quando l'ombra del nazismo si stende sull'Europa, molla tutto e si dedica a tempo pieno ad attività di sostegno verso gli oppressi dalle milizie hitleriane; in particolare viene a conoscenza delle condizioni di vita disperate nei campi profughi in Cecoslovacchia. Vola allora a Praga occupata, e da un albergo del centro avvia l'operazione Kindetransport: raduna centinaia di bambini, perlopiù ebrei, e organizza il loro viaggio in treno verso l'Inghilterra; riesce a mettere insieme 7 grandi gruppi su altrettanti treni, poi si fa in quattro anche sul fronte interno, studia caso per caso le situazioni dei bambini senza documenti (la maggioranza) e convince le autorità inglesi ad ammetterli. Un ottavo gruppo deve partire il 3 settembre 1939, ma Hitler entra in guerra e la Germania chiude le frontiere; il treno con 250 bambini a bordo scompare, non arriverà mai a destinazione. A cose fatte, fra il 1938 e il 1939, i bambini portati in salvo da Winton sono 669.

Al rientro a Londra di tutto questo lui non dice una parola, neanche ai familiari. Solo 50 anni più tardi, nel 1988, sua moglie Greta scopre un vecchio album coi dati dell'operazione e i viaggi documentati. E organizza una sorpresa: lo fa invitare alla trasmissione della BBC “That's Life!”, il Carramba che sorpresa inglese, e lì viene rivelata in diretta l'impresa, con suo grande stupore; che diventa commozione quando gli dicono che la signora seduta accanto a lui in platea è una delle bimbe salvate; ma il clou è quando la conduttrice chiede “C'è qualcun altro che vuol ringraziare Nicholas?” e tutta la platea, “capitano mio capitano”, si alza in piedi: sì, sono tutti i “suoi bambini”. Tralascio la lunga lista di onorificenze e riconoscimenti che seguiranno; per la serie piccole grandi emozioni vi lascio invece al video di “That's life!”.




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