lunedì 15 giugno 2020

619 - LA MARATONA INFINITA




Sembra impossibile ma…
Un maratoneta fra i più forti al mondo, alle Olimpiadi, si è fermato stremato per riposarsi un attimo. E si è addormentato. Al risveglio la corsa era ormai finita, e lui per la vergogna è sparito letteralmente di circolazione. Nessuno ne ha più saputo niente finché…

Shizo Kanakuri nasce a Tamana in Giappone nel 1891. Studente alla Scuola Normale Superiore di Tokyo, è un ottimo podista: corre la maratona in 2 ore 32 minuti e 45 secondi, miglior prestazione mondiale dell'epoca. Nel 1912 Stoccolma ospita la quinta Olimpiade; in passato il Giappone non ha mai inviato atleti ai Giochi, ma ora in molti pensano che Shizo possa tornare con una medaglia d’oro. Il viaggio è lungo e costoso e i soldi sono pochi, ma grazie a una colletta organizzata dall’università in cui studia, e di cui è preside Jigorō Kanō (il fondatore del Jūdō) viene raccolta una cifra pari a 154 000 euro. Alla stazione c’è mezza Tokyo a salutare Kanakuri che parte per Stoccolma; ci arriverà dopo 18 giorni di viaggio. La maratona si corre il 14 luglio, il caldo è afoso (32º) e durante la corsa non ci sono punti di ristoro. Al traguardo arriveranno meno della metà dei concorrenti. il portoghese Francisco Lázaro perderà addirittura la vita, disidratato dopo essersi ricoperto il corpo di cera per non bruciarsi.

Shizo parte bene, è sempre fra i primi, ma il caldo si fa sentire. Al 30º chilometro uno spettatore gli offre da bere un succo di lampone. Lui accetta, e per bere entra in casa, al fresco, e si siede su una poltrona. Una scelta fatale: Kanakuri si addormenta di botto, lo spettatore decide di non disturbarlo, e lui si sveglia quando la gara è finita. Per la cronaca, il vincitore farà un tempo di 4 minuti superiore al record del giapponese. A sera al traguardo non lo vedono arrivare, scattano le ricerche, che proseguono nei giorni successivi, senza esito. Alla fine lo dichiarano disperso in gara.

Passano 50 anni. La sua performance in Svezia è rimasta proverbiale e la tv svedese invia un giornalista in Giappone a cercarlo. Lo trova nella città natale, insegnante di geografia. E si fa raccontare ll resto della storia: disperato per l’ingenuità commessa, Shizo sotto choc è fuggito; schiacciato dal peso della vergogna è tornato a casa in gran silenzio, con mezzi di fortuna. Cinque anni dopo nel 1967, viene invitato a Stoccolma. E decide di concludere la sua maratona. Dopo essersi fermato a salutare il figlio dell’uomo che l’aveva ospitato, Kanakuri a 76 anni riparte dalla villetta dove si era fermato tanto tempo prima, percorre gli ultimi 10 chilometri e sprinta prima di tagliare il traguardo con un tempo record di 54 anni, 8 mesi, 6 giorni, 5 ore, 32 minuti, 20 secondi e 3 decimi.
 
 
 

 






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