Sembra
impossibile ma…
Un
maratoneta fra i più forti al mondo, alle Olimpiadi, si è fermato
stremato per riposarsi un attimo. E si è addormentato. Al risveglio
la corsa era ormai finita, e lui per la vergogna è sparito
letteralmente di circolazione. Nessuno ne ha più saputo niente
finché…
Shizo
Kanakuri nasce a Tamana in Giappone nel 1891. Studente alla Scuola
Normale Superiore di Tokyo, è un ottimo podista: corre la maratona
in 2 ore 32 minuti e 45 secondi, miglior prestazione mondiale
dell'epoca. Nel 1912 Stoccolma ospita la quinta Olimpiade; in passato
il Giappone non ha mai inviato atleti ai Giochi, ma ora in molti
pensano che Shizo possa tornare con una medaglia d’oro. Il viaggio
è lungo e costoso e i soldi sono pochi, ma
grazie a una colletta organizzata dall’università in cui studia, e
di cui è preside Jigorō Kanō (il fondatore del Jūdō) viene
raccolta una cifra pari a 154 000 euro. Alla stazione c’è mezza
Tokyo a salutare Kanakuri che parte per Stoccolma; ci arriverà dopo
18 giorni di viaggio. La maratona si corre il 14 luglio, il caldo è
afoso (32º)
e durante la corsa non ci sono punti di ristoro. Al traguardo
arriveranno meno della metà dei concorrenti. il portoghese Francisco
Lázaro perderà addirittura la vita, disidratato dopo essersi
ricoperto il corpo di cera per non bruciarsi.
Shizo
parte bene, è sempre fra i primi, ma il caldo si fa sentire. Al
30º chilometro uno spettatore gli offre da bere un succo di lampone.
Lui accetta, e per bere entra in casa, al fresco, e si siede su una
poltrona. Una scelta fatale: Kanakuri si addormenta di botto, lo
spettatore decide di non disturbarlo, e lui si sveglia quando la gara
è finita. Per la cronaca, il vincitore farà un tempo di 4 minuti
superiore al record del giapponese. A sera al traguardo non lo vedono
arrivare, scattano le ricerche, che proseguono nei giorni successivi,
senza esito. Alla fine lo dichiarano disperso in gara.
Passano
50 anni. La sua performance in Svezia è rimasta proverbiale e la tv
svedese invia un giornalista in Giappone a cercarlo. Lo trova nella
città natale, insegnante di geografia. E si fa raccontare ll resto
della storia: disperato per l’ingenuità commessa, Shizo sotto choc
è fuggito; schiacciato dal peso della vergogna è tornato a casa in
gran silenzio, con mezzi di fortuna. Cinque anni dopo nel 1967, viene
invitato a Stoccolma. E decide di concludere la sua maratona. Dopo
essersi fermato a salutare il figlio dell’uomo che l’aveva
ospitato, Kanakuri a 76 anni riparte dalla villetta dove si era
fermato tanto tempo prima, percorre gli ultimi 10 chilometri e
sprinta prima di tagliare il traguardo con un tempo record di 54
anni, 8 mesi, 6 giorni, 5 ore, 32 minuti, 20 secondi e 3 decimi.

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