sabato 13 giugno 2020

602 - SEPOLTI VIVI




Sembra impossibile ma...
Questa è una storia vera. La storia dei fratelli Collyer: gli psichiatri hanno dato il loro nome alla sindrome di accumulazione compulsiva mentre i vigili del fuoco di New York usano ancora oggi il codice “Dimora Collyer” per indicare una chiamata in un posto pericoloso. Homer Collyer nasce nel 1881, Langley 4 anni dopo. La loro famiglia è una delle più antiche di New York, il padre è un ginecologo di successo, la madre una ex cantante lirica. I due si laureano alla Columbia University: in giurisprudenza il primo, in ingegneria il secondo, che è anche un valente pianista e tiene concerti alla Carnegie Hall. La famiglia vive in un grande edificio di Harlem, all'epoca quartiere bene della metropoli, ma quando i fratelli sono sulla trentina i genitori divorziano; i due, scapoli, continuano a vivere ad Harlem e quando pochi anni dopo il padre e la madre muoiono ereditano la casa e tutti i loro beni.

E da lì comincia la loro discesa all'inferno. Con la grande depressione Harlem diventa un quartiere malfamato, teppisti e ladri attirati dalle voci delle ricchezze accumulate dai fratelli assediano la casa. Nel 1933 Homer diventa cieco per un’emorragia oculare. Il fratello lascia il lavoro di rivenditore di pianoforti, per dedicarsi a lui. Così inizia il loro isolamento dal mondo esterno. Langley conserva tutti i giornali, certo che il fratello li leggerà una volta riacquistata la vista. Poi sbarra porte e finestre: terrorizzato dai ladri, sfrutta le sue conoscenze di ingegneria per costruire trappole e labirinti di cunicoli costruiti con tutto ciò che giorno dopo giorno accumula. Quando gli tagliano luce e acqua, adatta una Ford T per generare corrente. Esce solo di notte per procurarsi il cibo nella spazzatura, dove raccoglie gli oggetti più vari. Nel 1942 la polizia sfonda la porta di casa per intimargli lo sfratto, e si trova davanti a muri di immondizia che arrivano fino al soffitto. Langley stacca un assegno equivalente a 97.000 dollari odierni, e torna al suo isolamento.

Nel 1947 la polizia, richiamata dal cattivo odore, entra di nuovo in casa. Dopo due ore di ricerche in una jungla di rifiuti trova il corpo di Homer. E' morto da una decina di ore. Del fratello non c'è traccia. Iniziano le ricerche in tutto lo Stato. Intanto gli agenti non credono ai propri occhi: dal solo piano terra rimuovono 20 tonnellate di rifiuti. Tre settimane dopo un operaio trova il corpo di Langley, a tre metri di distanza dal punto dove era stato rinvenuto Homer, schiacciato e nascosto da una delle trappole da lui stesso piazzate. L'autopsia certifica che è morto 12 giorni prima del fratello. Che è dunque morto per la fame.

Le operazioni di svuotamento della casa vanno avanti per un mese. Tra gli oggetti rimossi vecchie biciclette, numerose armi,un calesse, tre manichini, più di 25.000 libri, organi umani sotto formalina, 8 gatti vivi, la Ford T riadattata da Langley, orologi, 14 pianoforti e decine di altri strumenti musicali, interi muri di riviste e giornali. In tutto oltre 140 tonnellate di oggetti accumulati in 40 anni. Nel luogo dove sorgeva la casa, subito demolita perché pericolante, oggi c'è un parco dedicato ai Collyer Brothers. 
 



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