lunedì 14 ottobre 2019

53 - L'UOMO CHE MANGIO' IL CUORE DEL RE




Il grande geologo e paleontologo William Buckland aveva un chiodo fisso: assaggiare un esemplare di ogni specie vivente. Mangiò ogni tipo di animale, e quando in una teca vide il cuore di Luigi XIV...

Buckland nasce nel 1784 ad Axminster nel Devon. Dopo la laurea a Oxford diventa un ricercatore di primo piano e scopre diversi tipi di dinosauro; le sue bizzarre lezioni a Oxford e a Londra, drammatizzate imitando i movimenti dei grandi sauri, sono proverbiali; spesso tiene conferenze a cavallo e si fa notare per altre eccentricità.

La più insolita è quella che lo vede avviare una ricerca per l’identificazione di tutti gli alimenti commestibili, assaggiando tutto ciò che gli capita. Inizia per motivi scientifici e umanitari (combattere la fame nel mondo cercando cibi alternativi, nutrienti e a basso costo), poi ci prende gusto.

Diventa la cavia dei suoi stessi esperimenti, testando l’eventuale tossicità di cibi di provenienza animale. Alleva rare bestie esotiche con lo scopo di degustarle, e la sua casa è sempre piena di esemplari vivi e morti.

Provo a fare una lista, storicamente accertata ma sicuramente incompleta, di ciò che ha mangiato: riccio, talpa, topo arrostito su pane tostato, pipistrello, civetta, gru, cicogna, cigno, cormorano, cane, lucertola, porcospino, tasso, istrice.

Nel menù non mancano “piatti” esotici: coccodrillo, pantera, leone, avvoltoio, tartaruga, serpente, cormorano, foca. Assaggia parti improbabili: lingua di cavallo, proboscide d’elefante, carne di rinoceronte.

Al biologo Richard Owen propina lo struzzo (al tempo ritenuto non commestibile) gabellandolo per tacchino, mentre il poeta John Ruskin declina l'invito ad assaggiare i suoi toast farciti con topi.

A Lady Georgiana Lyndhurst che gli chiede qual è il cibo più disgustoso da lui mangiato, risponde che niente è peggio della carne di talpa. In seguito le scriverà di aver ricordato l'assaggio di un cibo anche peggiore: dei grossi mosconi azzurri.

In una cattedrale gli mostrano una macchia scura che la devozione popolare indica come sangue di un martire; lui si inginocchia e lecca più volte la macchia, poi scuote la testa: no, è urina di pipistrello.

Ma l'apice lo raggiunge proprio con Lady Georgiana, di cui è ospite; lei le mostra una preziosa reliquia: un pezzo del cuore di Luigi XIV conservato in una teca d’argento. Lui esclama "Ho mangiato molte cose strane, ma mai il cuore di un re" e rapido come il fulmine afferra il cuore e lo divora. Segue il suo giudizio di gourmet: “Mi dispiace,questo non è un cuore umano, ma di maiale”. Il racconto è troppo accurato per non essere vero e troppo perfetto per esserlo davvero: circola da decenni, senza una prova definitiva, sospeso tra leggenda e verità plausibile.

Buckland muore a 72 anni per un'infezione dopo una caduta. col cruccio di non aver mangiato tutti gli animali del creato, ma con la soddisfazione di averne mangiati abbastanza da passare allo storia come lo scienziato convinto che la conoscenza vada acquisita a colpi di forchetta. Ai giorni nostri sarebbe stato una star tv, magari come giudice a Masterchef.

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