Jack ha lavorato per anni alla stazione di Uitenhage, in Sudafrica. A lui era stato affidato un compito delicato, dal quale dipendeva la sicurezza dei convogli: azionare le leve dei segnali ferroviari. Cosa c'è di strano? C'è che Jack era un babbuino.
Facciamo un salto negli ultimi decenni dell’Ottocento: le locomotive viaggiano a vapore e i segnali si manovrano a forza di braccia. In questo caso, anche di zampe. Accanto a Jack c'è James Wide, un ferroviere che ha perso entrambe le gambe in un incidente. É stato lui ad “insegnargli il mestiere”.
Wide è solito spostarsi con un piccolo carrello. Jack impara a spingerlo, e ogni giorno lo accompagna al lavoro. Poi comincia ad apprendere compiti della stazione. Dapprima si occupa della chiave necessaria ai macchinisti per accedere ai depositi del carbone. Quando la chiedono con quattro fischi della locomotiva, Wide gliela deve portare. Il babbuino impara ad associare quel suono alla consegna: sente il richiamo e corre con la chiave. Ma è solo il primo passo. In seguito arrivano le leve. Wide gli indica quale tirare, inizialmente alzando una o due dita. L’animale esegue e cerca la conferma dell’uomo.
Lo so, sembra una favola. Eppure è ampiamente documentata. Una cronaca del 26 settembre 1890, ad esempio, descrive dettagliatamente proprio quel servizio insolito. Precisa anche, casomai ce ne fosse bisogno, che l’uomo si occupa del telegrafo, il babbuino “soltanto” delle leve, seguendo le istruzioni.
Jack è dunque l’assistente addestrato di un ferroviere, in una stazione con un traffico considerevole. Le fotografie d’epoca mostrano i due insieme: Jack al lavoro e Jack che spinge il carrello di Wide. Il babbuino muore nel 1890, ma rimane nella memoria della città. Per i viaggiatori era uno spettacolo. Per James la possibilità di continuare a fare quel lavoro su quegli stessi binari dove aveva perso le gambe.
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