È alto tre quarti di metro, pesa meno di mezzo chilo ed è stato realizzato tremila anni fa con una tecnica che ancora oggi lascia increduli. Ma nessuno sa chi lo abbia indossato, dove sia stato trovato e perché sulla sua superficie siano nascosti complicati calcoli astronomici.
È il Cappello d’oro di Berlino, uno degli oggetti più enigmatici dell’Età del Bronzo. Risale probabilmente al periodo fra il 1000 e l’800 avanti Cristo. Ha la forma di un alto cono, circondato alla base da una larga tesa, ed è ricoperto da centinaia di simboli geometrici disposti in fasce regolari.
Il primo mistero riguarda la sua origine. Il cappello compare sul mercato antiquario negli anni Novanta e nel 1996 viene acquistato dal Museo di Preistoria e Protostoria di Berlino. Il luogo esatto del ritrovamento non è conosciuto. Si è parlato della Germania meridionale o della Svizzera, ma non esiste una documentazione archeologica che lo dimostri.
Sappiamo invece qualcosa di ancora più sorprendente: come fu costruito. L’artigiano partì praticamente da un unico pezzo d’oro e, martellandolo con una precisione straordinaria, riuscì a trasformarlo in una lamina sottilissima, spessa in alcuni punti appena pochi centesimi di millimetro. Da quella fragile pelle di metallo ricavò una struttura alta 74 centimetri senza lacerarla. Un’impresa notevole oggi. Quasi incredibile tremila anni fa.
Poi qualcuno ricoprì il cappello di simboli ottenuti con diversi punzoni: cerchi, dischi, ruote e motivi ripetuti secondo sequenze apparentemente tutt’altro che decorative. E qui che comincia il secondo mistero.
Analizzando il numero e la disposizione dei simboli, alcuni archeologi hanno scoperto che permettono di rappresentare cicli del Sole e della Luna. Combinando determinate fasce sarebbe possibile mettere in relazione 228 mesi solari e 235 mesi lunari nell’arco di diciannove anni.
In altre parole, chi progettò quell’oggetto sembra conoscesse con sorprendente precisione il fatto che anno solare e calendario lunare non coincidono perfettamente. Secondo gli studi più recenti, il sistema potrebbe essere servito anche per individuare periodi legati alle eclissi lunari. Ma attenzione: nessuno può dimostrare che il cappello fosse davvero utilizzato come un “computer astronomico”. Forse quei numeri servivano a calcolare. Forse rappresentavano semplicemente un sapere riservato a pochi.
Esistono altri tre grandi cappelli d’oro dell’Età del Bronzo ritrovati in Europa. Questo è il più completo. Probabilmente veniva indossato durante cerimonie da una persona di grande prestigio. Un sacerdote? Un astronomo? Un sovrano? Non lo sappiamo. Ed è proprio questo a renderlo così affascinante.
Di certo sappiamo che tremila anni fa qualcuno possedeva abbastanza conoscenze di metallurgia da lavorare l’oro fino a farlo diventare sottile come carta, e abbastanza conoscenze del cielo da racchiudere nei suoi simboli i movimenti del Sole e della Luna.
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