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martedì 17 gennaio 2023

759 - AMORE FINO ALL'ULTIMO RESPIRO

 

La vera storia dei due anziani che il regista Cameron in “Titanic” ci mostra abbracciati nel letto mentre la nave affonda. Isidor Straus nasce nel 1845 a Otterberg in Germania. A 9 anni emigra con la famiglia negli Stati Uniti, e si stabilisce a Talbotton, in Georgia. Qui Rowland Hussey Macy (vi dice niente questo nome?) permette agli Straus di aprire un reparto di stoviglie nello scantinato del suo negozio. Nel 1871 Straus conosce Rosalie Ida Blun, di 4 anni più giovane di lui, e la sposa. La coppia avrà sette figli.

Nel 1895 Isidor insieme al fratello Nathan rileva l'azienda di Macy. Che negli anni diventerà una delle più importanti catene della grande distribuzione statunitense. Si, avete capito bene, proprio Macy's, il grande magazzino newyorchese che compare in cento film e che ogni anno per il Giorno del Ringraziamento, organizza la megaparata per le vie di Manhattan con carri allegorici ed enormi palloni aerostatici. Straus, oltre agli affari si dedica alla politica, e nel 1894 viene eletto alla Camera per il Partito Democratico.

Facciamo un salto in avanti fino alla primavera del 1912. Isidor e Ida ormai anziani fanno un viaggio in Europa con la nipote Beatrice; all'andata passano l'Atlantico a bordo del piroscafo Amerika, per il viaggio di ritorno decidono di imbarcarsi sulla prestigiosa nave della White Star Line di cui tutto il mondo parla; così il 10 aprile 1912 salgono (solo loro, la nipote Beatrice decide di prolungare la permanenza in Europa) sulla passerella del Titanic, al viaggio inaugurale. Con loro la cameriera Ellen Bird, appena assunta, e il domestico John Farthing.

Quello che accadrà lo sappiamo: la notte del 14 aprile la nave va a sbattere contro un iceberg, la collisione crea una una grande falla sullo scafo e in poche ore il Titanic cola a picco. Il comandante Smith ordina di imbarcare sulle poche lance a disposizione prima le donne e i bambini. I superstiti, e in particolare il colonnello Archibald Gracie che coordina le operazioni di salvataggio, ci raccontano quello che accade ai coniugi Straus.

Donne e bambini si accalcano all'ingresso della scialuppa, ma quando arriva il turno di Ida, lei rifiuta di salire senza il marito. Il colonnello Gracie decide di far salire anche Isidor, ma lui dice no, non vuol togliere posto a donne e bambini, dice che non lascerà la nave prima degli altri uomini. E la moglie resta accanto a lui. Secondo tutte le testimonianze dice "Non voglio separarmi da mio marito. Come abbiamo vissuto insieme, così moriremo, insieme", poi si toglie la pelliccia e la dà alla cameriera Ellen che sta salendo sulla lancia.

I coniugi Straus vengono visti per l'ultima volta abbracciati sul ponte della nave. Entrambi muoiono nel naufragio alle 2:20 del 15 aprile, con loro il domestico Farthing, mentre la cameriera Ellen Bird riuscirà a salvarsi. Solo il corpo di Isidor verrà ritrovato e sepolto nel Woodlawn Cemetery del Bronx.

Nel colossal Titanic del 1997 Cameron rende omaggio ai coniugi Straus, interpretati da Lew Palter e Elsa Raven, nella scena in cui due anziani passeggeri si tengono abbracciati sul letto mentre la cabina si riempie d'acqua. 

 



giovedì 12 gennaio 2023

758 - PSYCHO IN LOVE

 


La storia (ringrazio Giovanni Pelosini per la segnalazione) inizia quando Berry Berenson, fotografa, giornalista e modella di famiglia nobile, sorella della più famosa Marisa, conosce di persona l'uomo di cui è innamorata fin da ragazzina: Anthony Perkins, attore di successo protagonista dell'hitchcockiano Psycho, bello e dannato dello starsystem di Hollywood soprattutto per la sua nota omosessualità.

L'incontro avviene alla festa per la fine delle riprese di “Play It As It Plays”, di cui Perkins è protagonista. Lui ha accettato controvoglia di partecipare, non vede l'ora di scappare. Poi vede lei e cambia idea. Perché? Qualche giorno prima la dottoressa Newman, che lo ha in cura per guarirlo dalla depressione e dall'omosessualità (!) durante una seduta gli ha chiesto quale tipo di donna avesse un minimo di attrattiva su di lui. L'attore aveva indicato una foto sulla rivista Vogue che stava sfogliando poco prima. Sì, era proprio lei: Berry.

Ora alla festa la vede, la riconosce e le chiede di ballare. Lei non crede ai suoi occhi, è un sogno che si avvera. Ballando ballando, trova il coraggio di chiedergli un'intervista. Lui accetta. Pochi giorni dopo, fra una domanda e l'altra, gli confessa di essere innamorata di lui da quando aveva 14 anni. Anthony sorride, “una delle tante adolescenti con la cotta per il divo”, pensa. Non è così, Berry lo cerca ancora, quando esce l'intervista teme di non vederlo più, scoppia a piangere. Con la sua dolcezza lo conquista, e i due finiscono a letto.

Pochi mesi dopo si sposano, per la gioia della Hollywood gossippara e pettegola. La cerimonia è minimale: nel giardino di casa Perkins lui le mette al dito un anello d’argento con una pietra turchese. Per tutti è un matrimonio di copertura destinato a durare lo spazio di un mattino. Non è così: Anthony e Berry si amano davvero, e trovano un equilibrio sicuramente non convenzionale, ma concreto: lei sa che Anthony fa sesso con altri uomini ma non le importa, lui le vuole bene e lo dimostra in altri mille modi. Nascono anche Oz ed Elvis, i due figli. Una vita serena.

Ma il gioco del destino ha in serbo carte terribili per la coppia. Anthony fa delle analisi, e il tecnico di laboratorio di sua iniziativa gli fa anche il test Hiv: positivo. E il peggio è che non dice niente e si vende la notizia alla stampa. Perkins viene a sapere di avere contratto l'Aids sfogliando i giornali. L'attore ricade in depressione, all'inizio è anche tormentato dal senso di colpa verso la moglie ed i figli, che per fortuna risultano tutti negativi. Seguono mesi difficili, nel corso dei quali Berry trascorre ogni singolo istante vicino al marito che vive un lento calvario.

Anthony Perkins muore il 12 settembre 1992, con la moglie ed i figli a fianco. Sull’invito alla commemorazione, per un errore, viene però scritto “11 settembre”. E nove anni dopo, l’11 settembre 2001, Berry si imbarca da Boston per Los Angeles per celebrare il giorno seguente, l’anniversario della morte. Non ci arriverà mai: l'aereo su cui è salita è l'American Airlines 11, dirottato dai terroristi si schianterà contro la Torre Nord del World Trade Center. La sorella Marisa in una foto pubblicata sui giornali riconoscerà l’anello col turchese che Anthony aveva regalato a Berry.


 



venerdì 13 maggio 2022

752 - MIND THE GAP

 

 

Sembra impossibile ma...

 Ogni giorno in una stazione della metropolitana di Londra una donna siede a lungo su una panchina e ascolta in silenzio un unico annuncio dell'altoparlante: “Mind the gap”. La voce è quella del marito defunto.

Ringrazio Gianfranco Di Mare per la segnalazione della bellissima storia, e vi porto a conoscere Margaret McCollum, professione medico di base che oggi vive nella periferia nord di Londra. Anno 1992, Margaret va in vacanza in Marocco. La guida turistica che conduce il gruppo in giro per le kasbah e gli ksar si chiama Oswald Lawrence, non vi so dire se sia più o meno attraente, ma di certo ha una voce bellissima. E' proprio quella che colpisce Margaret, e, galeotte le calde notti marocchine, il seguito lo potete immaginare. La love story inizia lì e procede dritta fino all'altare.

Parliamo ora un po' di Oswald. Quando conosce Margaret fa la guida turistica, ma è anche un buon attore di teatro conosciuto per la sua splendida voce. Ha girato anche film e serie Tv, e un giorno nel 1969 ha ricevuto un insolito incarico dalla Transport for London: registrare l'annuncio destinato ad invitare gli utenti della rete della metropolitana londinese a prestare attenzione allo spazio tra il treno e la banchina; si, proprio quello che chiunque di noi è entrato in una stazione del “tube” ha ascoltato cento volte, “Mind the gap”.

Torniamo alla vita privata della coppia: la scelta di sposarsi si rivelerà felice per tutti e due, e il matrimonio va avanti fino al 2007, anno in cui si conclude il percorso terreno di Oswald. Ma non la storia d'amore, che Margaret continua a tenere ben viva nel suo cuore colmo di dolore. Così ogni mattina l'ormai anziana signora esce di casa, va in una stazione del metrò, si siede su una panchina e ascolta la voce del suo Oswald. Un rituale che si ripete invariabile fino al novembre del 2012. Quando invece del suono tanto amato dall'altoparlante esce una voce fredda e impersonale: è successo che dopo tanti anni l'azienda ha deciso di mandare in pensione l'annuncio di Oswald, e l'ha sostituito con uno digitale ricreato al computer.


Per la donna è un colpo tremendo, sa che non ci può fare niente. Il giorno dopo alla direzione della Transport of London arriva, in una lettera scritta a mano, un'insolita richiesta: una copia del nastro registrato da Oswald Lawrence tanti anni prima. Margaret racconta la sua storia, e spiega che intende riascoltarlo fra le pareti della sua casa. Il direttore legge dapprima incuriosito, poi sempre più colpito, e alla fine deve fare uno sforzo per non mettersi a piangere. Il giorno dopo fa recapitare una copia della registrazione alla donna. E poi fa di più: ripristina l’annuncio originale di Oswald, ma solo in una stazione, quella di Embankement, la più vicina alla casa di Margaret.


Così ancora oggi alla stazione di Embankment, oltre ai normali passeggeri, scendono tante altre persone; arrivano da mezzo mondo e si fermano lì per vedere la figura minuta di quella donna seduta sulla panchina, e per ascoltare la voce di Oswald che continua a ripetere il suo “Mind the gap”.

Per approfondire la storia ecco il link ai video di YouTube.

https://www.youtube.com/results?search_query=Margaret+McCollum 

domenica 27 settembre 2020

735 - INES, LA SPOSA CADAVERE

 


Sembra impossibile ma...

Questa è una storia vera. Una storia d'amore e di morte (segnalata da Antonella Freschi che ringrazio) che ha ispirato tragedie teatrali, balletti classici e trasposizioni operistiche. Protagonista Inés de Castro, che nasce a Comarca de La Limia, in Galizia, intorno al 1320. Figlia illegittima di Pedro Fernàndez de Castro, imparentato col re di Castiglia Sancho IV, cresce alla corte castigliana; nel 1339 è dama di compagnia della cugina Costanza Manuel di Castiglia; le due sono grandi amiche, e quando Costanza si sposa con l'erede al trono del Portogallo Don Pedro, figlio di Alfonso IV, chiede che Inés la accompagni a Coimbra. Il matrimonio, di pura convenienza, serve a mantenere la pace fra le due famiglie reali. Che però non hanno fatto i conti con Cupido.

Inés e Pedro si incontrano, si guardano e si innamorano follemente. Il principe trascura la moglie, che non tarda a intuire la relazione; il matrimonio però “must go on”. Nel 1345 Costanza dà alla luce Ferdinando, l'erede al trono, ma le conseguenze del parto le sono fatali. Via libera per i due amanti? Macché. Don Pedro, dopo aver rifiutato varie pretendenti, pochi mesi dopo grida al mondo il suo amore per Inés. Ma il re Alfonso IV non vede di buon occhio quella parvenu che oltretutto porterebbe a corte una famiglia scomoda e potenzialmente pericolosa. Per cui mette il veto. Pedro non ci pensa neanche a lasciare Inés, e nel 1346 i due si sposano in gran segreto. Dalla loro unione nascono 3 figli; il principe stravede per loro, sani e forti, tutto il contrario di Ferdinando, l'erede al trono.

La cosa non piace a re Alfonso, che istigato da tre consiglieri, decreta l'esilio per la donna. Ma il principe giura che la seguirà ovunque. Per salvare le forme, trovano un accordo: tutta la famiglia andrà a vivere lontano dalla reggia, in una splendida residenza di campagna vicino al convento di Santa Chiara de Coimbra. I soliti tre consiglieri però lavorano ai fianchi il re, che il 7 gennaio del 1355 prende la sua decisione: i 4 con una guardia armata approfittando dell'assenza di Pedro bussano alla casa di Coimbra. Inés apre, e capisce tutto. Disperata, si getta ai piedi del suocero; piange e implora pietà per se e per i suoi figli. Da qui storia e leggenda si confondono. Il re si commuove e decide di andarsene, ma mentre si allontana i 3 nobili furiosi saltano addosso a Inés e la uccidono a coltellate. Il Chronicon Conimbricensi riporta invece che fu proprio Alfonso IV a dare l'ordine fatale.

Al ritorno Don Pedro incrocia nell'ordine i demoni dell'orrore, della rabbia e della vendetta. Arma un esercito e scatena una guerra civile contro il padre. Per due anni tra i fiumi Duero e Miño scorre il sangue, poi nel 1357 padre e figlio stipulano una tregua, che prevede anche che gli assassini di Inés siano perdonati. Il principe china la testa, ma pochi mesi dopo Alfonso IV muore. E il primo atto di Pedro I re del Portogallo è far catturare i tre nobili in fuga, e fargli strappare lentamente il cuore dal petto, così come loro avevano fatto con lui uccidendo la sua amata.

Nel 1360 il re rende ufficiale il suo matrimonio con Inés de Castro. Non importa se è morta, è sua moglie, ed è lei la regina del Portogallo. Così ne fa riesumare il corpo. L'incoronazione avviene in pubblico, con una fastosa cerimonia: il popolo sfila davanti al cadavere seduto sul trono e rende omaggio, il clero e la nobiltà baciano l'anello e le ossa delle sue mani. Al termine fa seppellire i resti di Inés in una tomba regale nel monastero di Alcobaça dove alla sua morte sarà seppellito lui stesso. Riposeranno vicini, piedi contro piedi, in modo che alzandosi allo squillo delle trombe della resurrezione, si troveranno l'uno di fronte all’altra.

Guarda i video con la storia di Inés de Castro e alcune scene del film “Pedro e Inés” del 2018.

 


 


 

giovedì 14 maggio 2020

507 - L'AMICA DI FAMIGLIA




Sembra impossibile ma…
Questa è una storia vera. Paul Grappe nasce nella Haute Marne nel 1891. A 20 anni si sposta a Parigi, dove prende un diploma di ottico. A un corso di mandolino conosce Louise Landy: colpo di fulmine e matrimonio. Poi parte militare, ma riesce a restare nei dintorni della capitale. Dopo due anni va a casa col congedo in tasca. Ma di lì a pochi mesi lo chiamano: è scoppiata la guerra. Finisce in prima linea dove combatte i tedeschi nella “battaglia delle frontiere”. I morti sono centinaia di migliaia, 25.000 in un solo giorno il 22 agosto 1914. Dove Paul resta ferito ad una coscia. Lo curano e lo rimandano in trincea due mesi dopo. Nuova ferita al dito indice. I superiori sospettano l’automutilazione, si salva per miracolo dall’esecuzione sul campo. Torna in ospedale, dove riesce a restare per 4 mesi: lo accusano di riaprirsi da solo le ferite. Deve presentarsi subito alla caserma. Non lo fa: sceglie di disertare. Lo condannano a morte, ora è un latitante; braccato, si rifugia a casa della suocera dove per tre volte evita di un soffio l’arresto.

Ormai è un recluso, le giornate passano lente e monotone. Una sera, annoiato, indossa un abito della moglie, si guarda allo specchio e ha un’illuminazione. Si rasa minuziosamente, la moglie lo trucca, un tailleur, un cappellino da signora, e i due escono in strada, vanno in un locale: nessuno nota niente di strano. Anzi, qualche avventore fischia compiaciuto al loro passaggio. Da quel momento e per ben 9 anni per il mondo saranno una coppia di donne che vivono insieme. Paul si acconcia e si trucca con cura, impara a modificare la voce e le movenze, cambia nome e si procura documenti falsi: diventa Suzanne Landgard. Finisce la guerra, ma non la caccia ai disertori. I due continuano il loro menàge, due lesbiche come tante altre nella Parigi libertina dei primi anni Venti. Poi, non si sa se per portare a casa un po’ di soldi, o perché ci ha preso gusto, Paul comincia a frequentare il Bois de Boulogne. In breve ne diventa una delle “regine”, si prostituisce con uomini e donne. Louise per un po’ partecipa agli incontri erotici.

Nel 1924 arriva l’amnistia. La mattina stessa Paul esce in strada in abiti maschili gridando “sono un uomo”. E’ l’inizio della fine, la storia finisce su tutti i giornali e arrivano le discriminazioni che non avevano colpito le due “garconnes”: la coppia viene sfrattata, lei perde il lavoro. Paul si rifugia nel vino: 5 litri al giorno; inizia a picchiare la moglie che scappa con Paco, un amante spagnolo, poi torna col marito e partorisce un figlio di paternità incerta. Il 28 luglio 1928 dopo l’ennesima lite Louise spara due pallottole in testa a Paul, poi si costituisce. Il processo diventa un evento mediatico, un celebre avvocato accetta di difendere la donna, che in quei mesi perde il figlio colpito da meningite. Nel 1929, Louise Landy viene dichiarata innocente. Si risposa e muore nel 1981.
 
 

 




domenica 22 marzo 2020

412 - IL MOMENTO MAGICO



Sembra impossibile ma…
Quando l’arte e l’amore si intrecciano sui sentieri tortuosi della vita possono nascere storie meravigliose. Come è successo a Marina Abramovic e Frank Uwe Laysiepen detto Ulay. E non importa se poi c’è il lieto fine o no. Ringrazio Valentina per la segnalazione.

Marina Abramović, “the Grand Mother of performance art”, artista fra le più famose al mondo, nasce a Belgrado nel 1946 e fin dagli anni sessanta si fa conoscere per le sue performance estreme, alla ricerca dei confini di emozioni e sentimenti umani, dove mette spesso a rischio la sua incolumità. Nel 1976 lascia la Jugoslavia e va ad Amsterdam, dove conosce Ulay, artista tedesco. La prima volta che lo vede, lui ha la barba e i capelli lunghi, ma solo da un lato: l’altro è rasato a zero. Se ne invaghisce subito, e nasce un grande amore. E un sodalizio umano ed artistico che andrà avanti per 12 anni. Si fanno chiamare “The Other”, ed esplorano in coppia i limiti del corpo e della mente. Di performance in performance, girano il mondo dormendo su un furgone. Poi, è il 1988, il rapporto scricchiola, anche perché lei sacrifica all’arte la maternità, e abortisce tre volte, mentre lui i figli li vorrebbe.

Decidono di lasciarsi, ma con un’ultima performance: “The Lovers”. Dopo 8 mesi di preparativi, seguiti dalla BBC che gira un film, partono a piedi lui dal deserto di Gobi, lei dal Mar Giallo, ai due estremi della Grande Muraglia, e trascorsi altri 3 mesi si incontrano a metà strada dopo una camminata di 2500 chilometri. Nel frattempo Ulay si è innamorato della traduttrice, e l’ha messa incinta. «Che cosa devo fare adesso?» chiede lui a Marina al momento dell’incontro. «Non lo so – risponde lei - ma io me ne vado». Si lasciano così. Negli anni successivi il nome Abramovic diventa famoso, nel 1997 arriverà il Leone d'Oro alla Biennale di Venezia, poi i soldi, il successo planetario.

I due non si vedranno più. Per 22 anni. Nel maggio del 2010 Marina è al Moma di New York con la sua “The Artist is Present“: seduta a un tavolo attende ad occhi chiusi, un visitatore le si siede davanti, lei apre gli occhi e per due minuti i due si osservano in silenzio. Sette ore al giorno, per due settimane. A un certo punto, in maniera del tutto inattesa, lei apre gli occhi e si trova di fronte Ulay. 22 anni dopo. Qui le parole non bastano: non perdetevi, mi raccomando, alla fine della storia il filmato che fissa il momento incantato dell’incontro.

Amanti del lieto fine? Fermatevi qui. Altrimenti andate avanti fino in fondo, ma poi non dite che non vi avevo avvisato. Cosa accade dopo? I giornali raccontano di nuove liti fra i due artisti, concluse in tribunale ad Amsterdam. Motivo? Soldi. Col giudice che condanna Marina a versare ad Ulay 250mila euro per la violazione di accordi firmati in passato. Nel frattempo a lui viene diagnosticato un cancro. Dopo una serie di trattamenti chemioterapici, parte con una troupe per visitare i luoghi più importanti della sua vita e incontrare compagni e amici per un ultimo saluto. Da fine 2011 la telecamera lo segue per un anno intero, la malattia si trasforma nel suo più grande progetto artistico, che diventa un documentario, Project Cancer, del 2013. Marina nel frattempo prosegue il suo percorso e diventa un'icona assoluta dell'arte contemporanea. Ulay muore a Lubiana il 2 marzo 2020 all'età di 76 anni. Sono passati 10 anni da quel magico incontro di anime, che nel frattempo è entrato nella storia. 

 

411 - LA BAMBOLA




Sembra impossibile ma…
Questa è una storia vera. Una storia di amore oltre la morte che sembra uscita dalla penna di Edgar Allan Poe. Facciamo un salto indietro nel tempo di 200 anni. A Imola, si celebrano le nozze fra Giorgio Barbato Tozzoni e Orsola Bandini. Lui ha 38 anni, è un ex ufficiale dell’esercito napoleonico: di famiglia blasonata, ha appeso la spada al chiodo e ha deciso di prendere moglie. La ricerca è stata breve: con Orsola, aristocratica faentina non ancora ventenne, è amore a prima vista.

Il destino regala alla coppia, che va a vivere nell’ala est di Palazzo Tozzoni, qualche mese di felicità, fra feste, viaggi e un elevato tenore di vita, oggi si direbbe da jet set. Poi inizia il suo gioco cattivo. Orsola resta incinta, con grande gioia di tutti. Ma nel febbraio del 1820, pochi mesi dopo le nozze, il marito la convince a partecipare alla gran festa di fine Carnevale: confusione, rumore, folla ubriaca, danze sfrenate. La donna ha un malore. Perde il bambino. I rapporti fra i due cambiano. Lui è disperato, e ancora più innamorato. Lei cade in depressione, e non riesce a perdonarlo.

Unica soluzione: fare un altro figlio. Lentamente Giorgio riesce a convincerla. Nasce Alessandro, bello e sano. E torna la serenità. Che dura poco. Due anni dopo marito e moglie sono a Livorno per i bagni, il bambino è rimasto a Imola con la nonna materna e una balia. Un messaggio li avvisa che il bambino sta male: rientrano precipitosamente, ma nel giro di pochi giorni anche Sandrino muore. In paese si sussurra che sia stato avvelenato (dalla balia?), che sulla famiglia pesi il malocchio. A commemorare Alessandro resta solo una statua di marmo. Orsola è devastata. Si chiude in un livoroso silenzio. Non si riprenderà più. Il marito fa di tutto per risollevarla, si dedica solo a lei, ma stavolta non basta. Consumata dal suo male oscuro, la donna muore nel 1837.

E stavolta è lui che non se ne fa una ragione. Il suo rimedio contro il dolore è terribile: commissiona ai migliori artisti la costruzione di una bambola a grandezza naturale. Ha le fattezze della moglie, veste i suoi abiti, il volto di gesso è sempre ben truccato, i capelli sono quelli veri, tagliati prima della sepoltura (la foto è di Sailko condivisa con licenza CC BY-SA 4.0 via Wikimedia). Giorgio vive per anni con la bambola, la porta a tavola con sé, dorme vicino a lei, ci dialoga e le confida i suoi pensieri. Un’abitudine che manterrà per tutta la vita, anche quando si risposerà e avrà un figlio.

Dopo la morte del conte, la bambola di Orsola resta chiusa in un armadio per 150 anni. Ritrovata e accuratamente restaurata, oggi è esposta a Palazzo Tozzoni, nel centro storico di Imola. E nella sala dell’archivio di famiglia, a pochi metri dalla statua del piccolo Alessandro, continua a raccontare ai visitatori la sua storia d’amore triste e sfortunata.






giovedì 19 marzo 2020

399 - MATRIMONIO FATALE




Sembra impossibile ma…
Questa è una storia vera. Ora, siccome si svolge alla fine del Cinquecento alla corte di Elisabetta I, riassumere anche per sommi capi gli intrighi di palazzo e i complotti in cui i protagonisti della nostra storia ebbero un ruolo sarebbe impossibile, accontentatevi di sapere la data del matrimonio fra Catherine Grey e Edward Seymour I, conte di Hertford: il 27 novembre del 1560.

Catherine nasce a Bradgate nel 1540, e per vari motivi è una delle più vicine in linea di successione alla cugina Elisabetta I, il cui trono è tutt’altro che solido. Catherine è nipote di Enrico VIII e per certi versi è la pupilla della regina. Che però è nubile e senza eredi diretti al trono, e teme chiunque dei potenziali pretendenti possa avere un figlio. Edward Seymour, nato nel 1539, è un nobile brillante e ambizioso. Fra Catherine ed Edward scocca la scintilla, ma la legge prevede che i nobili devono avvisare la regina se intendono sposarsi. I due sanno che Elisabetta ha altri piani per loro, e convolano a nozze senza chiedere l'autorizzazione con una cerimonia segretissima. Per otto mesi Catherine a Palazzo reale nasconde le nozze, poi la cosa diventa impossibile perché è incinta. Disperata, si confida con l’amica Bess di Hardwick. Che non vuol essere coinvolta e si rifiuta di ascoltarla. Allora va dal cognato, il conte Robert Dudley, perché interceda verso la regina. E lui, terrorizzato, il giorno dopo spiffera tutto a Elisabetta. Che diventa una furia, un po’ perché la situazione rovina i suoi piani, un po’ perché teme che il figlio di Catherine, potenziale futuro erede al trono inglese, possa costituire una minaccia per il suo regno.

Quindi fa rinchiudere i due coniugi nella Torre di Londra. Con loro anche Bess Hardwick, ritenuta coinvolta nel matrimonio segreto. I due, vestiti di stracci, passano anni nella prigione; lì nasce il primo figlio, e poi un secondo. Nel 1562 le nozze vengono annullate, i figli dichiarati illegittimi. Poi la regina ordina che la donna sia separata dal marito e dal figlio minore. Sola e ammalata, Catherine muore nel gennaio 1568. Ha solo 28 anni. Il marito passa nella Torre 9 anni, poi viene perdonato. I suoi figli rimangono dei bastardi.

Ciò che accade dopo è surreale. Nel 1582 Edward si risposa con la gentildonna di corte Frances Howard - indovinate un po’? - in gran segreto! Che mantiene per 10 anni. Poi, scoperto, torna in carcere. Morta anche la seconda moglie, lui rimesso in libertà si risposa con una ricca vedova. Sì, avete capito, ormai ha preso il vizio: un altro matrimonio segreto. Naturalmente scoperto e punito anche questa volta. Edward Seymour morirà nel 1621, a 82 anni. 
 
 

 
 

 

giovedì 13 febbraio 2020

325 - AYAN, 10 E LODE IN AMORE




Sembra impossibile ma…
In Kazakistan tutte le ragazze vanno pazze per uno studente di Zhetisai, città nel sud del Paese, che per aiutare la sua ragazza ha messo in atto un piano folle e spregiudicato. Ed è diventato una vera icona del romanticismo fra i teenagers di tutta la nazione.

Le cose sono andate così. Ayan Zhademov, 20 anni, fidanzato con una diciassettenne di cui non è stato reso noto il nome, è preoccupato perché lei deve fare un esame importante, l’Unified National Testing per entrare all’università. Il test riguarda 5 materie e ci sono 25 domande per ogni materia. Lui lo ha già superato in passato, ed è preparato. Lei molto meno. Tanto che non ci dorme la notte e ha i nervi a fior di pelle. Lui fa di tutto per tranquillizzarla, ma non ci riesce. E allora ecco nascere la pazza idea: perché non travestirsi da donna e presentarsi all’esame al posto della ragazza? Lei all’inizio non ne vuol sapere, ma alla fine si lascia convincere.

Così Ayan si depila, si trucca, si mette una vecchia parrucca nera, indossa la divisa della scuola – camicetta bianca e gonna blu – e si presenta al test. All’inizio le cose vanno anche bene: con un sorriso presenta un documento della fidanzata, prende il foglio con le domande e inizia la prova. Ma qualcosa nel suo atteggiamento insospettisce i commissari, che lo chiamano e lo interrogano. Ayan risponde in falsetto a voce molto alta. "Noi pensavamo che un'altra donna avesse preso il posto della candidata – dirà un professore - ma non abbiamo mai sospettato che fosse un uomo. Almeno fino a quando ha iniziato a parlare".

E’ finita con una multa di 800.000 tenge (2000 euro) e con la fidanzata che dovrà sostenere l'esame l'anno prossimo. La storia però ha fatto il giro del mondo e un uomo d'affari kazako si è commosso e ha deciso di pagare metà dell’importo. Le studentesse kazake poi svengono per Ayan: "È stato stupido ma coraggioso e molto romantico” dicono. E sognano un ragazzo come lui. 
 

 

 

venerdì 17 gennaio 2020

273 - CIO' CHE DIO HA UNITO




Sembra impossibile ma...
Nel cimitero di Roermond in Olanda ai due lati del muro che separa la parte cattolica da quella protestante si trovano le tombe di un uomo e una donna, marito e moglie, collegate da un monumento che separa la divisione e raffigura due mani che si stringono.

Siamo nel sud dei Paesi Bassi, sul confine con la Germania, non lontano da Maastricht. Il cimitero monumentale Het Houde Kerkhof è uno dei luoghi di interesse storico della cittadina. In questa zona nel diciannovesimo secolo i contrasti religiosi erano molto forti. Qui fra l'altro sull'altura del Galgeberg (“Collina della forca”) nel 1613, furono giustiziate 64 streghe, una delle più grandi esecuzioni del genere in Europa. E ancora fino a 40 anni fa la Pillarisation, la segmentazione che divide nei Paesi Bassi e nel Belgio le differenti fazioni politico-religiose, prevedeva chiese, supermercati e luoghi pubblici diversi fra cattolici e protestanti.

Anno 1842, J.W.C. Van Gorcum, colonnello di cavalleria e lady J.C.P.H, Van Aefferden si sposano. Lei ha 22 anni, è cattolica e di famiglia nobile, lui 33, è commissario della milizia nel Limburgo ed è protestante. Il matrimonio fra due persone non solo di religione ma anche di classe sociale diversa fa scalpore, per molti è uno scandalo inammissibile, e c'è chi si dice certo che non durerà. Solo la morte li separerà: nel 1880, dopo 38 anni di matrimonio felice, il colonnello muore. La legge proibisce la sepoltura nello stesso cimitero di due persone di religione diversa, non importa se sono marito e moglie. La lady e il colonnello avevano però un piano: Van Gorcum viene sepolto nella parte protestante del cimitero, ma la tomba si appoggia al muro di separazione con la parte cattolica. Quando 8 anni dopo muore anche lei, lascia fra le ultime volontà di non essere sepolta nella tomba di famiglia, ma in un'altra appoggiata anch'essa al muro, ma dalla parte cattolica. In mezzo, a scavalcare la parete che li separa, un monumento che raffigura le loro due mani che si stringono superando ogni barriera. Non divida l'uomo ciò che Dio ha unito...
 

 

 

giovedì 26 dicembre 2019

245 - AMORI PROIBITI




Sembra impossibile ma...
Questa è una storia vera. Qualche tempo fa il Museo civico di della cittadina inglese di Oswestry acquistò tre lettere trovate a Brighton in casa di Gilbert Bradley, morto nel 2008. L'uomo le aveva ricevute 70 anni prima, quando era militare a Oswestry, da una persona che si firmava “G”, sicuramente un'innamorata. Il curatore del museo, incuriosito, scoprì che le tre missive facevano parte di un corpus di oltre 600 lettere d'amore, e un po' alla volta riuscì ad acquisirle tutte, scoprendo, a puntate, una love story proibita. Protagonisti due soldati gay durante la Seconda guerra mondiale.

Le lettere vanno dal 1939 al 1944, ma Gilbert Bradley conosce “G”, ovvero Gordon Bowsher, nel 1938 durante una vacanza in una casa galleggiante nel Devon. Ed è subito amore. La loro storia va avanti da un anno quando scoppia la guerra. Gordon, di famiglia benestante (il padre ha una compagnia di navigazione e diverse piantagioni di tè) viene preso in fanteria e inviato nel tempo in diverse basi militari. Gilbert fa di tutto per evitare l'arruolamento, finge anche l'epilessia, ma poi finisce a Oswestry come mitragliere anti-aereo. Nel 1939 l'omosessualità è illegale, e nell'esercito chi viene scoperto a fare sesso gay viene giustiziato immediatamente.

Le lettere raccontano un amore vissuto in gran segreto, dove sogni, speranze e progetti per il futuro convivono con uno sguardo disincantato ma non triste della realtà. I desideri dei due innamorati non si realizzeranno: Bradley, inviato in Scozia, ha due storie con altrettanti uomini, e nelle lettere le racconta a Bowsher, che risponde: “Capisco perché si sono innamorati di te. Dopotutto è capitato anche a me”. Dopo la guerra la corrispondenza si interrompe, le loro strade si separano; Bowsher si trasferisce in California dove diventa un noto addestratore di cavalli. Bradley dopo una storia col discusso parlamentare Sir Paul Latham va a vivere a Brighton dove muore nel 2008. Nel suo studio ha conservato gelosamente tutte le lettere. In una delle ultime aveva scritto all'amato Gordon: "Non sarebbe stupendo se tutte le nostre lettere potessero essere pubblicate in futuro, in un'epoca più illuminata? Allora tutto il mondo potrebbe vedere quanto ci amiamo." Ottant'anni dopo, gli scritti sono in mostra nel museo civico di Oswestry, che ne ha tratto un libro da poco pubblicato.
 
 

 
 

 

venerdì 13 dicembre 2019

230 - LA QUERCIA DELLE ANIME GEMELLE




Sembra impossibile ma...
La Quercia dello sposo è l'unico albero al mondo ad avere un proprio indirizzo postale. Ogni anno arrivano più di mille lettere da single di tutto il mondo in cerca dell'anima gemella: un'insolita agenzia matrimoniale grazie alla quale fino ad oggi prima si sono conosciute poi sono andate all'altare più di 100 coppie.

Siamo vicino a Eutin, cittadina dello Schleswig-Holstein nell'estremo nord della Germania. La Quercia dello sposo (Bräutigamseiche in tedesco) ha più di 500 anni, il tronco ha una circonferenza di 5 metri e a 3 metri di altezza ha un grosso buco naturale raggiungibile con una scala a pioli. Chiunque sia in cerca di moglie o di marito può spedire una lettera che il postino deposita nella cavità dell'albero. Qui l’accesso è libero: chi è interessato, può prendere e aprire le lettere, leggerle, e se il messaggio lo intriga può rispondere e mettersi in contatto col mittente. Nell’ultimo secolo decine di migliaia di persone hanno affidato i loro sogni nuziali alla quercia.

Come sia nata la tradizione lo spiegano una serie di storie vietate a chi ha problemi di glicemia. Prima c'è la leggenda: è il figlio di un capo celtico catturato dai nemici e liberato da una bella ragazza cristiana a piantare la quercia per ringraziarla e giurarle eterno amore. Tutto falso, dicono gli storici: un'invenzione dei missionari cristiani per riscrivere il culto pagano delle querce. Poi c'è la love story vera: fine ottocento, la figlia del capo delle guardie forestali e il figlio di un cioccolataio di Lipsia si innamorano, ma il padre di lei non ne vuol sapere; i due si scambiano in gran segreto lettere d’amore, lasciandole nel buco della quercia. Poi il padre ci ripensa, e gli innamorati si sposano sotto l’albero addì 2 giugno 1891. 
 
La romantica storia si diffonde, e iniziano ad arrivare le lettere; tante che nel 1927 le Poste tedesche sono costrette ad assegnargli un suo indirizzo. Ne arrivano in media 5 al giorno, e nel 2006 il postino dopo 20 anni di consegne racconta la storia della quercia in tv, una ragazza lo vede, si innamora e scrive una lettera proprio a lui. Oggi sono marito e moglie. Nel 2009 poi la stessa quercia è stata unita simbolicamente in matrimonio con tanto di cerimonia nuziale con un ippocastano secolare di Dusseldorf. Infine nelle notti di luna piena si vedono ragazze camminare intorno all'albero: dopo 3 giri pensando all'amato, si dice, in capo a un anno le nozze sono garantite. Un'ultima informazione, se vi può interessare: l'indirizzo della quercia è Bräutigamseiche, Dodauer Forst, 23701 Eutin.
 
 

 




venerdì 29 novembre 2019

191 - LA PROVA D'AMORE




Sembra impossibile ma
Per amore può succedere di tutto, anche quello che è accaduto a Ningbo, città cinese alla confluenza fra i fiumi Yuyao e Yongjiang. Mai sentita? Neanche io. Del resto ha solo 7 milioni di abitanti e 4000 anni di storia. Ma questo non è importante per il nostro racconto. Che inizia una sera d’inverno di qualche mese fa in un parco della città orientale.

Qui incontriamo due belle ragazze, la ventiduenne Rong Tsao e Jun Tang, di 2 anni più giovane. Con loro c’è Wu Hsia, lui di anni ne ha 21. E non sa che sta per trovarsi di fronte a una scelta da far tremare i polsi a gente assai più esperta di lui. Che però, per quanto giovane, è un bel rubacuori.

Tre mesi prima, dopo una storia con Jun, ha deciso di lasciarla e si è messo con Rong. Jun non l’ha presa bene e si è rivelata una stalker da primato. Le molestie, anche pesanti, sono andate avanti giorno dopo giorno finchè lui non ce l’ha fatta più, e ha pensato bene di organizzare un bell’incontro a tre per risolvere la situazione. Non l’avesse mai fatto.

Ed eccoci nel parco sul lungofiume di Ningbo. Jun e Rong non gli fanno aprire bocca, iniziano a offendersi e litigano furiosamente mentre lui cerca di dividerle. Poi all’improvviso Jun salta la spalletta e si getta nelle acque turbinose del fiume. “Annego, salvami Wu…”. L’altra vede che il ragazzo sta per lanciarsi ad aiutarla, e non ci pensa due volte: lo precede e si lancia a sua volta nel fiume. “O me o lei!”.

Wu può provare a salvarne solo una, deve scegliere. E’ un attimo. Poi si lancia verso la fidanzata e la riporta a riva. Da dove telefona subito al fratello che chiama i vigili del fuoco. Lieto fine: mezz’ora dopo anche Jun, semiassiderata e disperata viene adagiata sull’argine del fiume e portata poi all’ospedale. E Rong si tiene stretta il suo Wu, a cui ormai può chiedere anche cose tipo “Caro, ma fra me e Scarlett Johansson…?”.
 
 





venerdì 15 novembre 2019

158 - L'APPUNTAMENTO




Sembra impossibile ma...
Fra le milioni di storie partorite dalla rete ogni tanto ne scopri di così assurde che scuoti la testa e pensi: “è una fake news”. La verifichi per scrupolo, e trovi che è vera, come quella capitata a Liam Smith.

La storia che vi racconto è tutta figlia del web. Nasce su Tinder, un social per incontri online, e finisce su Gofundme, un crowdfunding per raccogliere fondi. Siamo a Cabot Ward in Inghilterra; da queste parti Tinder lo usano in molti. C'è chi cerca l'anima gemella e chi un appuntamento toccata e fuga. Liam è uno di questi, e stasera le cose sembrano andare nel migliore dei modi: ha rimorchiato una bella ragazza, e dopo una cenetta romantica l'ha portata a casa sua. Tutto perfetto, fino a quando lei, di cui non è stato reso noto il nome, chiede di andare un attimo in bagno. Liam aspetta impaziente, ma l'attimo diventa minuto e il minuto mezz'ora. Preoccupato, bussa alla porta della toilette. E lei esce con la testa bassa, rossa in viso, sta quasi per piangere. Che è successo?

Lo racconta imbarazzatissima la stessa ragazza: “Ho fatto la cacca nel tuo gabinetto – dice – ma non funzionava lo sciacquone. Ho provato e riprovato, niente. Poi ho fatto una cosa terribile; non so perché, mi era preso il panico. Ho ripescato il tutto dal water, l'ho avvolto nella carta igienica, ho aperto uno spiraglio della finestra e l'ho lanciata in giardino”. Quello di cui la giovane non si è accorta è che la finestra del bagno ha una strana struttura: doppi vetri e un ampia intercapedine fra un vetro e l'altro. Così il pacchetto finiscenello spazio in mezzo, e la finestra è bloccata; inutile ogni tentativo di aprirla. Dopo la confessione, la ragazza chiede aiuto all'attonito compagno per calarsi nell'intercapedine: “Tranquillo – dice – sono una ginnasta dilettante, se mi tieni, recupero l'involucro e getto via tutto”. Così si insinua fra i due vetri e in effetti raggiunge il pacchetto. Ma non riesce più ad uscire, è letteralmente incastrata; dopo un quarto d'ora di tentativi, Liam chiama i vigili del fuoco che la liberano faticosamente. Per farlo però distruggono la finestra; il conto è salato: 445 sterline.

Smyth torna online e lancia un crowdfunding su Gofundme raccontando la disavventura. Stavolta è un successone: raccoglie 2835 sterline, paga la finestra e il resto lo dà in beneficenza ai vigili del fuoco. E l'appuntamento? Quello è finito male: pare che il richiamo erotico fra i due fosse un po' in calo.

mercoledì 6 novembre 2019

131 - PATTI SMITH-RIMBAUD, UNA STORIA D'AMORE




Sembra impossibile ma...
Questa è una storia vera. Un incontro di anime: oltre quella porta, quel qualcosa in più che forse c’è e forse no, ma che se c’è va oltre il tempo, oltre la vita. La porta è quella ormai cadente di una casa anonima nel villaggio di Roche, dove la Francia confina col Belgio. Le anime sono quelle di Arthur Rimbaud, il “poeta dell’adolescenza” e di Patti Smith, la “sacerdotessa maudit del rock”.

Fatte le presentazioni, grazie alle definizioni da parolecrociate che ti etichettano come un codice a barre, ecco la storia. Che racconta l’amore impossibile e quindi reale e concreto più di quelli consumati con tutti e cinque i sensi, fra un francese e un’americana vissuti a cent’anni di distanza l’uno dall’altra e tutti e due aggrappati disperatamente al filo sottile della poesia.

La casa è quella dove è cresciuto il poeta, uno dei più grandi dell’Ottocento. Anzi, a dirla tutta non è neanche quella originale: distrutta dai tedeschi in ritirata dopo le ultime battaglie del quattordicidiciotto, fu ricostruita subito dopo identica alla precedente fin nei dettagli grazie ai tanti ex adolescenti innamorati dei versi del poeta. Che in quelle stanze aveva trascorso gli anni della giovinezza e aveva scritto, diciannovenne, “Une saison en enfer”.

Ma parliamo di lei, Patricia Lee Smith detta Patti. Che ha appena passato i settanta, e con Rimbaud ha un rapporto che arriva da lontano: è un suo libro, trovato su una bancarella, a folgorarla quando è ancora una ragazzina. “Mi ha ferita a sangue, mi ha inflitto una ferita d’amore” si legge nella sua poesia “Il sogno di Rimbaud”.

E’ lui l’autore su cui si forma e a cui si ispira nello scrivere i primi versi. “Ho dedicato tanti dei miei sogni da ragazzina a Rimbaud _ dice in una vecchia intervista _ era come se lui fosse il mio fidanzato“. E ancora: “Il suo spirito è ovunque, è il cuore della gioventù ed è anche il cuore della curiosità e dell’entusiasmo. La sua poesia è con noi”. E nel 1975 dopo aver pubblicato il suo primo disco “Horses”, racconta di averlo scritto pensando proprio a Rimbaud.

E veniamo al presente. E’ passato quasi un altro secolo, e la vecchia casa di Roche rischia di andare in rovina. Servono interventi urgenti per frenare il degrado. Qualcuno, la notizia è di pochi giorni fa, ha acquistato in grande segretezza la casa del poeta, rispondendo all’appello accorato del presidente dell’Associazione Internazionale Amici di Arthur Rimbaud.

La vecchia dimora ora sarà restaurata, grazie all’anonimo benefattore. Sulla cui identità qualcosa di recente è trapelato. Indovinate un po’ di chi di tratta? Se non è poesia questa…

sabato 2 novembre 2019

107 - EDIPO A STELLE E STRISCE




Sembra impossibile ma...
Patricia Ann Spann, 46 anni, è finita in carcere quando la polizia ha scoperto che la ragazza con cui si era da poco sposata era sua figlia. Successive indagini hanno appurato che la donna aveva alle spalle due matrimoni: il primo col padre dei suoi figli, finito con un divorzio; il secondo nel 2010. Con un altro suo figlio.

Lo so, non è una storia facile da ricostruire. E neanche da digerire. Eppure è vera. Inizia una trentina d'anni fa a Lawton, Contea di Comanche, in Oklahoma. Quando dal matrimonio fra Patricia e Cody nasce Jody; seguono Misty e Cody Jr, il più piccolo. Dopo poco per qualche motivo le viene tolta la custodia dei figli, che vengono legalmente adottati dalla nonna paterna. Quando Jody diventa maggiorenne ai tre ragazzi viene detta la verità su quella madre che non c'è, e loro la vogliono conoscere. L'incontro avviene nel 2008. Non chiedetemi come o perché (né con quali sotterfugi), ma pochi mesi dopo Patricia e Jody si sposano. Dopo 15 mesi, su richiesta del ragazzo, il matrimonio viene dichiarato nullo perché contratto con un discendente diretto: lei afferma che era servito a tirarlo fuori dall'esercito, ed evita l'accusa di incesto.

Passano gli anni, e nel 2014 lo Stato dell'Oklahoma legalizza il matrimonio omosessuale. E il 25 marzo del 2016 a Duncan, 30 chilometri da Lawton, a convolare a nozze sono Patricia, 43 anni, che si presenta col cognome da nubile, e Misty Spann, 25 anni. La coppia va a vivere in paese, è tranquilla e molto riservata. Ma in agosto riceve la visita di un ispettore dei Servizi Sociali, forse allertato da qualche vicino. E scopre che le due sono madre e figlia; loro non negano, Patricia pare stupita: “E' tutto legale – dice - il mio nome era stato cancellato dal certificato di nascita di Misty”. Interviene la polizia, e spicca un mandato d’arresto a carico di entrambe con l’accusa di incesto. Rischiano 10 anni di prigione. Le due si dichiarano colpevoli, ma Misty accusa la madre: “Mi aveva assicurato che era tutto regolare...”.

Patricia viene condannata a due anni di prigione e 8 anni di libertà vigilata, attualmente è in carcere. Misty a 2 anni di libertà vigilata. Il terzo figlio, Cody Jr, assolve i fratelli e punta il dito sulla madre: “E' una predatrice che ci ha manipolati tutti. Basta dire che ha cercato di avviare una relazione inappropriata anche con me, ma io l'ho rifiutata”.


giovedì 24 ottobre 2019

78 - PETRUS E CATHERINE, LA STORIA DIVENTA FAVOLA




Sembra impossibile ma...
Questa è una storia vera. "Mi chiamo Pedro Gonzalez, ho da poco passato gli 80 anni e attendo la fine dei miei giorni qui a Capodimonte, sulle sponde del lago di Bolsena. La vita mi ha dato tanto e se ripenso alla mia storia, mi sembra di aver vissuto una favola. Anche se all’inizio è stato tutto molto difficile. Quasi impossibile.

Sono nato a Tenerife nel 1537, un mio antenato era stato re del mio popolo, i Guanci. Ma la natura non è stata benigna con me. Perché? In due parole: sono peloso. I dottori che mi hanno studiato hanno chiamato la mia malattia “ipertricosi”, i peli mi crescono su tutto il corpo, anche sul volto, e non c’è da farci niente, più li tagli più lunghi ricrescono. Per questo fra i vari soprannomi che mi hanno dato c’è “l’uomo lupo delle Canarie”, Ma anche, e questo mi piace un po’ di più, “Il selvaggio gentiluomo delle Canarie”.

Avevo 10 anni quando fui portato in Francia, alla corte di Enrico II,
come dono. Fui rinchiuso nei sotterranei del palazzo per essere studiato. Potete immaginare come mi sentivo. Per fortuna il re, appena mi vide, restò colpito, non so se dal mio aspetto o dal fatto che sotto la peluria c’era un bimbo a detta di molti anche piuttosto intelligente. Così decise di educarmi alla vita di Corte. Per me fu come realizzare un sogno, e mi dimostrai subito un buon allievo: in breve imparai tre lingue compreso il latino e raggiunsi ottimi risultati in tutte le discipline umanistiche. Avevo 22 anni quando il re morì, e la regina consorte Caterina, fiorentina di nascita, mi tenne con sé a corte. Anzi, mi permise come discendente di un re Guanci di usare l’appellativo “Don” e mi cambiò nome in Petrus Gonsalvus. Insomma, ero a tutti gli effetti un nobile.

Fu ancora Caterina de’ Medici a decidere che mi sarei sposato. Avevo 36 anni e il mio aspetto fisico non mi aiutava certo con il gentil sesso. A corte tutto sommato ero tollerato, ma più come una curiosità che altro, uno strano essere di buon carattere da mostrare ai bambini. Insomma, non ero mai stato accettato come uomo fra gli altri uomini. Come è facile capire, l’idea del matrimonio mi terrorizzava.

Ma la regina aveva deciso. Tutto, anche la donna che avrei portato all’altare. E non so se per gioco o per invidia, aveva scelto la più bella fra le sue damigelle, figlia di un domestico: Catherine. Credo che per la regina fosse poco più di un passatempo, un esperimento: voleva vedere se durante il mio primo atto sessuale la parte bestiale avrebbe preso il sopravvento, se Catherine sarebbe sopravvissuta, se avremmo generato dei figli e se questi sarebbero stati normali o “selvaggi”.

Non mi fu concesso di vedere la mia sposa fino al momento delle nozze, né a lei di vedere me. Inutile dire che all’inizio per lei non fu facile. E che ci crediate o no, neanche per me. Anche se nell’istante stesso in cui la vidi, mi innamorai. Quello che feci, fu di cercare di mostrarle da subito il mio vero animo, di vincere le sue paure, la repulsione per il mio aspetto. Pensavo fosse impossibile e invece lentamente, con dolcezza, avvenne il miracolo. Contro ogni previsione tra me e Catherine scoppiò l’amore, quello con la A maiuscola.

Abbiamo passato tutta la vita insieme, sono stato il più felice dei mariti e il più amorevole dei padri per i nostri 6 figli. Come sono? I primi 2 “normali”, gli altri 4 affetti da ipertricosi. Tutti bellissimi. Dopo 44 anni dal mio arrivo abbiamo lasciato la Francia e siamo approdati in Italia. Per diversi anni abbiamo vissuto alla corte di Margherita di Parma, poi ci siamo trasferiti qui a Capodimonte, sul lago di Bolsena, da dove scrivo queste note. Chissà se in futuro qualcuno ricorderà la storia di Pedro, il selvaggio gentiluomo delle Canarie”.
Don Petrus Gonsalvus – Capodimonte, 1618

Il matrimonio del nobile Petrus Gonsalvus con Catherine ha ispirato la fiaba La Bella e la Bestia. La prima versione edita è quella di Madame Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, del 1740. La favola poi ha avuto innumerevoli trasposizioni. A fine Settecento è diventata un’opera lirica di grande successo composta da Grétry. Nel secolo scorso ha avuto diverse versioni teatrali, mentre il musical omonimo è stato in cartellone per anni a Broadway. Sono innumerevoli le versioni televisive e cinematografiche. Di recente è arrivato sul grande schermo il remake in versione live-action del film d’animazione della Disney.

Si contano in miliardi le persone che conoscono la storia d’amore fra la bella e la bestia. E Don Petrus sorride da lassù, con la sua Catherine.

lunedì 14 ottobre 2019

52 - UNA STORIA D'AMORE




Sembra impossibile ma...
Mildred Jeter e Richard Loving mezzo secolo fa hanno scritto una pagina di storia di quelle che cambiano il mondo. Come? Lottando per difendere il loro amore. Grazie alla segnalazione di Valentina, facciamo un salto negli States: Virginia, 1958.

La foto è destinata a diventare famosa: mostra Richard e Mildred che si baciano. Quindi, stanno commettendo un reato. Già, perché lui è bianco, lei è di colore, e le relazioni interrazziali sono illegali, la pena prevista è il carcere per "turbativa alla pace e alla dignità sociale". Figuriamoci i matrimoni. Così quando lei a 18 anni rimane incinta, alla coppia non resta che fuggire. A Washington tira già un'altra aria, e i due si sposano. Dopo un po' tornano a casa, ma i vicini chiacchierano, e la polizia li sorveglia. E alle 2 di una calda notte estiva lo sceriffo Brooks e due agenti fanno irruzione nella loro casa; contano di coglierli sul fatto mentre fanno sesso. Li trovano che dormono, ma li arrestano lo stesso. Viene fuori il certificato di nozze, e si apre il processo diventato noto come Loving vs Virginia. Il tribunale li condanna a un anno di reclusione, ma sospende la pena; o meglio, la commuta in esilio: Richard e Mildred devono lasciare lo Stato e non rimettervi piede per 25 anni. I Loving abbandonano le famiglie e tornano a Washington, ma sentono di essere vittime di una grande ingiustizia. Nel 1963 Mildred scrive al procuratore generale, un nome famoso: Robert Kennedy. Gli chiede aiuto e lui la mette in contatto con l’American Civil Liberties Union, un'associazione per i diritti civili. Col loro supporto decidono di fare ricorso; Il 12 giugno 1967 la Corte Suprema dà ragione alla coppia, giudica incostituzionale il divieto di matrimoni misti e abroga la legge che li vieta. Richard e Mildred avranno 3 figli, lui morirà 8 anni dopo investito da un ubriaco, lei nel 2008.

Il regista Jeff Nichols nel 2016 racconta la loro storia nel film “Loving”. L'Alabama nel 2000 è l'ultimo Stato a cancellare il divieto di matrimoni misti. Oggi il 17% degli americani, uno su 6, ha un coniuge di etnia diversa: nel 1967 erano solo il 3%. Nel 1990 il 63% dei bianchi era contrario al matrimonio di un parente stretto con un nero; oggi sono il 14%. E' l'eredità dei 9 anni di lotta dei Loving. 
Guarda i video con la storia di Mildred e Richard e con il trailer del film "Loving".
 

 


 

 

sabato 5 ottobre 2019

4 - DOVE TI PORTA IL CUORE



Sembra impossibile ma...
Winston Howes ha custodito per 17 anni il suo segreto: una radura a forma di cuore visibile solo dall'alto al centro di in bosco di 6.000 querce da lui piantate e curate per ricordare la moglie defunta. Solo una foto scattata da una mongolfiera ha rivelato la sua storia.

Winston oggi ha 77 anni e vive nella stessa fattoria vicino a Wickwar, nel Gloucestershire, dove ha passato anni di grande amore con Janet dopo il matrimonio nella vicina Stroud nel 1962. Il loro legame va avanti per 33 anni, poi un infarto si porta via Janet a soli 50 anni. Per Winston la perdita è devastante; amici e parenti lo confortano, poi dopo qualche giorno lo vedono iniziare a lavorare in un terreno vicino alla fattoria. Quello che sta facendo è un mistero e lo resterà per 17 anni: un segreto di cui neanche gli amici più cari sono a conoscenza. Certo, lo vedono piantare ogni giorno decine di alberelli, ma nessuno conosce il suo piano per onorare la memoria della moglie. Alla fine saranno 6.000 le querce piantate, un boschetto disposto in modo da formare al centro, una volta cresciute, la forma di un cuore. La punta è rivolta verso Wotton Hill, la fattoria dove è cresciuta Janet; l'accesso è possibile solo da un sentiero seminascosto, al centro in primavera crescono i narcisi, intorno una siepe disegna il perimetro del cuore.

E arriva il giorno in cui Andy Collett passa sul boschetto a bordo della sua mongolfiera, scatta una foto e la posta sui social, dove la condividono in tanti; ogni volta la domanda è la stessa: chi ha disegnato quel cuore? La caccia è breve, trovato il proprietario del terreno, trovato l'autore. Che confessa: “Ci siamo amati tanto, con Janet, e subito dopo la sua morte mi è venuta l'idea, un lampo di ispirazione. Non ricordo più neanche quante querce ho piantato: migliaia. Una volta terminato, mi sono messo lì, in mezzo al cuore, a guardare la collina dove lei aveva vissuto. Ogni tanto vado laggiù, solo per sedermi e pensare a tante cose; cosa è per me? Un tributo, un qualcosa di bello che resterà qui per anni. Ecco, forse è na lettera: la mia lettera d'amore per Janet”.


871 - L'ESPLORATORE DIMENTICATO

  Il primo uomo ad arrivare in cima al mondo fu un afroamericano dimenticato dalla Storia. Non quello che si prese la gloria. Non quello ch...