Un ipnotizzatore invisibile lungo pochi millimetri che ti convince a fare quello che serve a lui, fino a portarti al suicidio.
Un'inquietante magia che avviene nel mondo degli insetti. Protagonista, un verme, lo “Spinochordodes tellinii” che, quando decide che è arrivato il momento di venire alla luce, prende il controllo della mente del suo ospite: un grillo o una cavalletta.
Il grillo cammina, salta, frinisce come sempre. Poi qualcosa cambia. Inizia a cercare l’acqua, e quando una pozza, un canale, una piscina gli capita vicino, l’istinto di conservazione svanisce.
L’insetto si getta nell’acqua, gesto contro natura per chi è nato per evitarla. E il verme ipnotizzatore si libera, si srotola, nuota. L’acqua è il suo vero mondo: lì si accoppia, depone le uova, ricomincia il ciclo.
Le larve del verme prima di finire dentro il grillo passano da altri ospiti acquatici (larve di insetti, piccoli crostacei). Quando il grillo o la cavalletta mangia questi organismi, ingerisce anche il futuro “verme ipnotizzatore”. Che una volta ingerito, per mesi cresce nell’ombra fino a diventare un filo vivente tre o quattro volte più lungo del corpo che lo ospita.
Il grillo spesso muore annegato, ma non sempre. Se sopravvive, può tornare a vivere, come un testimone scampato a una manipolazione mentale. Gli scienziati parlano di alterazioni dell’orientamento, di risposte alla luce, di sottili interferenze biochimiche con il sistema nervoso.
Nessuna bacchetta magica, nessun comando a distanza. Solo un piccolo verme che, al momento giusto, riscrive il comportamento dell’ospite, e come un grande ipnotizzatore riesce a condizionare totalmente le scelte della sua vittima, tanto da portarla fino alla decisione finale, assurda e fatale.

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