Sembra
impossibile ma...
Questa
è una storia vera. La storia dei fratelli Collyer: gli psichiatri
hanno dato il loro nome alla sindrome di accumulazione compulsiva
mentre i vigili del fuoco di New York usano ancora oggi il codice
“Dimora Collyer” per indicare una chiamata in un posto
pericoloso. Homer
Collyer nasce nel 1881, Langley 4 anni dopo. La loro famiglia è una
delle più antiche di New York, il padre è un ginecologo di
successo, la madre una ex cantante lirica. I due si laureano alla
Columbia University: in giurisprudenza il primo, in ingegneria il
secondo, che è anche un valente pianista e tiene concerti alla
Carnegie Hall. La famiglia vive in un grande edificio di Harlem,
all'epoca quartiere bene della metropoli, ma quando i fratelli sono
sulla trentina i genitori divorziano; i due, scapoli, continuano a
vivere ad Harlem e quando pochi anni dopo il padre e la madre muoiono
ereditano la casa e tutti i loro beni.
E
da lì comincia la loro discesa all'inferno. Con la grande
depressione Harlem diventa un quartiere malfamato, teppisti e ladri
attirati dalle voci delle ricchezze accumulate dai fratelli assediano
la casa. Nel 1933 Homer diventa cieco per un’emorragia oculare. Il
fratello lascia il lavoro di rivenditore di pianoforti, per dedicarsi
a lui. Così inizia il loro isolamento dal mondo esterno. Langley
conserva tutti i giornali, certo che il fratello li leggerà una
volta riacquistata la vista. Poi sbarra porte e finestre:
terrorizzato dai ladri, sfrutta le sue conoscenze di ingegneria per
costruire trappole e labirinti di cunicoli costruiti con tutto ciò
che giorno dopo giorno accumula. Quando gli tagliano luce e acqua,
adatta una Ford T per generare corrente. Esce solo di notte per
procurarsi il cibo nella spazzatura, dove raccoglie gli oggetti più
vari. Nel 1942 la polizia sfonda la porta di casa per intimargli lo
sfratto, e si trova davanti a muri di immondizia che arrivano fino
al soffitto. Langley stacca un assegno equivalente a 97.000 dollari
odierni, e torna al suo isolamento.
Nel
1947 la polizia, richiamata dal cattivo odore, entra di nuovo in
casa. Dopo due ore di ricerche in una jungla di rifiuti trova il
corpo di Homer. E' morto da una decina di ore. Del fratello non c'è
traccia. Iniziano le ricerche in tutto lo Stato. Intanto gli agenti
non credono ai propri occhi: dal solo piano terra rimuovono 20
tonnellate di rifiuti. Tre settimane dopo un operaio trova il corpo
di Langley, a tre metri di distanza dal punto dove era stato
rinvenuto Homer, schiacciato e nascosto da una delle trappole da lui
stesso piazzate. L'autopsia certifica che è morto 12 giorni prima
del fratello. Che è dunque morto per la fame.
Le
operazioni di svuotamento della casa vanno avanti per un mese. Tra
gli oggetti rimossi vecchie biciclette, numerose armi,un calesse, tre
manichini, più di 25.000 libri, organi umani sotto formalina, 8
gatti vivi, la Ford T riadattata da Langley, orologi, 14 pianoforti e
decine di altri strumenti musicali, interi muri di riviste e
giornali. In tutto oltre 140 tonnellate di oggetti accumulati in 40
anni. Nel luogo dove sorgeva la casa, subito demolita perché
pericolante, oggi c'è un parco dedicato ai Collyer Brothers.

Blog davvero interessante. Complimenti.
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