domenica 14 giugno 2020

609 - CAPPUCCETTO ROSSO IN SIBERIA




Sembra impossibile ma...
Questa è una storia vera. Una storia impossibile come e più di una favola, che assomiglia a Cappuccetto Rosso. Anche se il lieto fine c’è solo a metà. Sembra una bufala, invece è tutto verificato e confermato dalle autorità di Tuva, nella Siberia meridionale. Dove nei mesi invernali fa freddino, tipo 40 sotto zero. Saglana, 4 anni, è la protagonista.

Febbraio 2017. La bambina si sveglia nella tarda mattinata, il termometro segna "solo" 34 gradi sotto zero. Saglana ha dormito dalla nonna in un piccolo villaggio in mezzo alla foresta (la madre risiede in un paesino vicino); scende dal letto e chiama la nonna senza ottenere risposta. L’anziana donna, colta da un malore, ha perso i sensi. Camminare per otto chilometri nella foresta ghiacciata con temperature intorno ai meno 34 gradi è una impresa incredibile, ma lo è ancora di più se a compierla è una bambina di soli 4 anni per tentare di salvare sua nonna.

Saglana decide di raggiungere il medico: lei si ricorda di quando è andata dal dottore, si ricorda dove vive. Lontano lontano, oltre il bosco. Precisamente a otto chilometri di distanza. Anche se lei non lo sa quanto è lungo un chilometro, specie sotto la neve. Così si copre un po’ ed esce di casa nonostante il freddo gelido. E la paura di incontrare i lupi (e gli orsi), che da quelle parti ci sono davvero. La bambina cammina, cammina, e un passo dopo l’altro percorre gli 8 chilometri nella taiga siberiana. Il medico quando la vede non crede ai suoi occhi. La cura subito per un principio di ipotermia, poi corre dalla nonna. Ma arriva troppo tardi. L’anziana donna, colta da un infarto, è già morta. Saglana invece si riprende subito, e poche ore dopo può riabbracciare la mamma. Ce l’ha fatta da sola, il lupo cattivo si è mangiato la nonna e non c’è il cacciatore a farla rivivere, ma lei la sua favola l’ha scritta.
 
 

 

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