Sembra
impossibile ma…
Atlantide,
il continente mitico descritto da Platone, potrebbe essere esistito
davvero. Nel bel mezzo del Mare del Nord, fra Inghilterra, Germania e
Danimarca. E’ quanto emerge dai risultati di ricerche archeologiche
che vanno avanti da anni su una misteriosa terra scomparsa
ribattezzata Doggerland.
Da
decenni nelle reti a strascico dei pescatori del Mare del Nord
restano impigliate ossa di mammut e di altri animali preistorici, e
reperti più antichi delle più antiche civiltà comparse sulla
Terra. Nel 1931 il peschereccio Colina recuperò a 40 km ad est di
Norfolk un arpione d'osso lungo più di 20 centimetri, un’arma
lavorata dall’uomo che l’analisi del carbonio 14 ha datato
all’11740 a.C. Successive ricerche hanno portato alla mappatura di
Doggerland, un’isola pianeggiante di 23000 chilometri quadrati,
ricca di fiumi e laghi. Caratteristiche che ne facevano la zona
europea più ricca di fauna e flora, habitat ideale per la caccia e
la pesca, un territorio fertile dove nel Mesolitico sorsero numerosi
insediamenti umani. Insomma, un vero paradiso dell’Età della
pietra. Che all’improvviso 8000 anni fa fu inghiottito dal mare per
effetto di uno tsunami.
A
dire il vero erano già molti secoli che gli abitanti delle coste
erano costretti ad arretrare verso l’interno: ai tempi dell’ultima
glaciazione (12000 anni fa) il livello del mare era di 120 metri
inferiore a quello che è oggi; lo scioglimento dei ghiacci poi ne
alzò il livello al ritmo di due metri ogni secolo. Ma per la
scomparsa di Doggerland bisogna aspettare il 6200 a.C. quando una
formazione di roccia e ghiaccio grande quanto l’Islanda si staccò
dalla costa della Norvegia e sprofondò in mare. Un cataclisma noto
come Storegga Slide che causò un devastante tsunami: onde alte 20
metri sommersero le coste, sterminarono la popolazione e
inghiottirono l’intera isola. La catastrofe avvenne in un'epoca che
coincide con quella indicata da Platone nei suoi scritti su
Atlantide. E il mito potrebbe coincidere con quello degli Iperborei,
leggendario popolo che Erodoto e Plinio il Vecchio collocano
all’estremo nord del mondo.

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