Questa è la storia di Alphonsine Plessis, venduta a 12 anni, morta a 23. Quando diventa Marie Duplessis trasforma la propria sopravvivenza in un’arte. E quando la fanno diventare prima Marguerite Gautier, poi Violetta Valery, entra nel mito.
Alphonsine Plessis nasce nel 1824 in Normandia. Il padre, alcolizzato e violento, la tratta come una merce: dopo la morte della madre, la vende a un uomo molto anziano. Non è un dettaglio morboso: è l’origine di tutto. Da lì in poi, Alphonsine impara che il mondo non concede sconti a chi nasce senza difese.
A 15 anni fugge a Parigi. Lavori umili, stanze fredde, giornate che consumano le mani e l’anima. Ma osserva. Capisce che in quella città la bellezza può diventare moneta, e l'astuzia uno scudo. Si reinventa. Sceglie un altro nome, un altro destino: nasce Marie Duplessis.
Marie è intelligente, in breve Impara a muoversi nei salotti, a parlare senza tradire le origini, a leggere il mondo prima ancora dei libri. A 20 anni è già una presenza centrale della Parigi elegante. Vive al Boulevard de la Madeleine, circondata da lusso, libri, camelie: la sua passione.
Gli uomini più celebri le ruotano intorno: artisti sulla cresta dell'onda, come Franz Liszt, scrittori come Alexandre Dumas figlio, che perde la testa per lei, e ne esce ferito. Nel 1846 sposa un conte a Londra, forse per mettere al sicuro il nome, forse per sfidare le regole. Marie non cerca redenzioni romantiche. Cerca autonomia.
Anche quando si ammala di tubercolosi – la tosse, il sangue, il corpo che si assottiglia – continua a vivere alle proprie condizioni. Muore il 3 febbraio 1847. Poche settimane dopo, l’asta dei suoi beni attira una folla enorme: Parigi che curiosa fruga nei resti di ciò che aveva adorato.
Poi Dumas trasforma il dolore in letteratura, scrive La signora delle camelie, Marie diventa Marguerite. E Giuseppe Verdi dà voce a Violetta per cantare la storia di Marie al mondo: nasce La traviata.
Il mito però paga il suo prezzo al perbenismo ottocentesco, e la converte in una peccatrice pentita. Mentre la realtà continua a raccontare la storia di una ragazza che nei suoi pochi anni combatte per una libertà feroce. E non chiede mai scusa per averla conquistata.

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