Sembra
impossibile ma...
Nella
storia di Sir Nicholas Winton c'è tutto: eroismo, riservatezza,
amore, modestia, riconoscenza. E un finale da brividi, che non vi
anticipo. Allacciate le cinture.
Winton
nasce a Londra nel 1909. La sua sarà una vita lunghissima, 106 anni.
E certamente non sprecata. Di famiglia benestante (i genitori di
origine tedesca sono ebrei convertiti al cristianesimo) da giovane fa
l'agente di borsa, ma nel 1938, quando l'ombra del nazismo si stende
sull'Europa, molla tutto e si dedica a tempo pieno ad attività di
sostegno verso gli oppressi dalle milizie hitleriane; in particolare
viene a conoscenza delle condizioni di vita disperate nei campi
profughi in Cecoslovacchia. Vola allora a Praga occupata, e da un
albergo del centro avvia l'operazione Kindetransport: raduna
centinaia di bambini, perlopiù ebrei, e organizza il loro viaggio in
treno verso l'Inghilterra; riesce a mettere insieme 7 grandi gruppi
su altrettanti treni, poi si fa in quattro anche sul fronte interno,
studia caso per caso le situazioni dei bambini senza documenti (la
maggioranza) e convince le autorità inglesi ad ammetterli. Un ottavo
gruppo deve partire il 3 settembre 1939, ma Hitler entra in guerra e
la Germania chiude le frontiere; il treno con 250 bambini a bordo
scompare, non arriverà mai a destinazione. A cose fatte, fra il 1938
e il 1939, i bambini portati in salvo da Winton sono 669.
Al
rientro a Londra di tutto questo lui non dice una parola, neanche ai
familiari. Solo 50 anni più tardi, nel 1988, sua moglie Greta scopre
un vecchio album coi dati dell'operazione e i viaggi documentati. E
organizza una sorpresa: lo fa invitare alla trasmissione della BBC
“That's Life!”, il Carramba che sorpresa inglese, e lì viene
rivelata in diretta l'impresa, con suo grande stupore; che diventa
commozione quando gli dicono che la signora seduta accanto a lui in
platea è una delle bimbe salvate; ma il clou è quando la
conduttrice chiede “C'è qualcun altro che vuol ringraziare
Nicholas?” e tutta la platea, “capitano mio capitano”, si alza
in piedi: sì, sono tutti i “suoi bambini”. Tralascio la lunga
lista di onorificenze e riconoscimenti che seguiranno; per la serie
piccole grandi emozioni vi lascio invece al video di “That's
life!”.

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