Sembra
impossibile ma…
I
felini stanno conquistando il pianeta. Dopo le foto di teneri micetti
piovute a milioni sui social, sono ora le Kitten Play, belle e
sornione, a tentarci col loro look che ricordano un burlesque di
classe, e soprattutto con il loro eccentrico stile di vita
“gattesco”.
Tutto
comincia quando l’inglese
Isibella Karnstein, da poco arrivata a Denver in Colorado, ascolta la
kitten girl che è in lei e si inventa "The Chateau", una
villa dove dar vita alle sue fantasie feline. E’ qui che nasce il
Gioco del gattino, una sorta di gioco di ruolo che è la base su cui
in breve prende corpo quella che oggi viene definita “una
subcultura di impronta sadomaso, non necessariamente con finalità ed
esito sessuale”. Fra i modelli ispiratori, le bellissime
donne-gatto disegnate fin dal 1924 da Kenji Miyazawa, il primo
“anime” Mtsuyo Seo del 1949 chiamato The King's Tail, la Catwoman
di Batman, i cosplay di ComicCons e, naturalmente, Cats
di Andrew Lloyd Webber. Ma vediamo come funziona.
Una
persona si traveste da gatto, e ne assume carattere e modi di fare.
In un rapporto a due, uno (non importa l’identità sessuale)
interpreta
il "maestro" o "l'umano", l’altro il gattino.
Quest’ultimo indossa orecchie e coda, e riproduce comportamenti e
istinti felini, con miagolii e movimenti felpati, ma anche con un
certo senso di indipendenza. Il “maestro” è responsabile
della cura del micio, si prende cura di lui in una relazione basata
sulla fiducia e l'attenzione e interagisce con una serie di regole e
punizioni. Non ci sono divieti, l’importante è pensare con la
testa di un gatto, che può essere domestico, selvatico o addirittura
pericoloso come un leone. Tutti possono essere addestrati ad azioni
di vario tipo, come riportare oggetti, giocare con gomitoli
di lana, ciotole di latte (spesso con superalcolici mescolati) e di
champagne, giocattoli per animali domestici. E online ci sono siti
dove si trova tutto il necessario.
Come
dite? Pratiche sessuali? Certo che sì, ma non è scontato: si
possono fare o non fare. Esistono diverse categorie: i gattini “no
sex” che giocano, vestono e postano immagini sui social, e i “sex”,
che possono essere di proprietà o “randagi”, senza collare ne
“maestro”. Non ci sono regole fisse – dicono le Kitten Play - è
una fuga dalla realtà per vivere la vita di un gatto, e divertirsi.
Anche se per molti, assicurano, è assai più di un gioco di ruolo.
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