Angus Barbieri smise di mangiare nel giugno del 1965. Il pasto successivo lo fece nel luglio del 1966: nel frattempo erano trascorsi 382 giorni. Quella di Barbieri è una storia davvero incredibile. I giornali dell'epoca ne parlarono a lungo. Vale la pena di raccontarla.
Siamo a Tayport, in Scozia. Angus ha 27 anni e pesa 207 chili. Si rivolge ai medici del Royal Infirmary di Dundee per dimagrire. L’idea iniziale è un breve digiuno terapeutico, una pratica sperimentale contro le forme più gravi di obesità. Lui segue le indicazioni, inizia a digiunare. Il suo mrganismo risponde bene, e, d'accordo con i medici, arrivato al giorno in cui dovrebbe ricominciare a mangiare, decide di non fermarsi. Il digiuno continua. Va vanti per oltre un anno.
Dodici mesi in cui non consuma alimenti solidi. Beve acqua, tè e caffè; assume vitamine, lievito ed elettroliti prescritti dai medici. Trascorre soltanto alcuni periodi in ospedale: per gran parte del tempo abita a casa, presentandosi regolarmente per prelievi, esami e controlli.
Il suo organismo comincia ad alimentarsi delle proprie riserve. Negli ultimi otto mesi gli esami registrano livelli di glucosio che, in condizioni normali, sarebbero apparsi allarmanti. Eppure Angus cammina, parla e continuava a recarsi in ambulatorio. Alla fine pesa 82 chili: ne ha persi 125.
Il ritorno al cibo è graduale. Quando può finalmente fare colazione, davanti ai giornalisti trova un uovo sodo e una fetta di pane imburrato. Dice di avere quasi dimenticato il sapore degli alimenti. Dopo pochi bocconi si sente già pieno.
Il particolare più sorprendente arriva anni dopo. Nel rapporto pubblicato nel 1973, i medici scrivono che Angus non ha manifestato conseguenze permanenti e che, cinque anni dopo il digiuno, pesa circa 89 chili.
Il caso è eccezionale e non rappresenta certo un metodo da imitare: digiuni molto lunghi provocano aritmie, carenze, danni gravissimi agli organi, fino alla morte. Angus è un'eccezione: è sopravvissuto grazie alle enormi riserve iniziali, agli integratori e a una stretta sorveglianza sanitaria.
Una vera impresa, entrata nel Guinness dei primati: ancora oggi, quei 382 giorni costituiscono il più lungo digiuno senza cibo solido ufficialmente registrato.
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