Ai margini del deserto del Qaidam in Cina sorge una montagna dove sono state trovate misteriose formazioni che sembrano tubi di ferro e attraversano la roccia fino a raggiungere un lago. Secondo le prime datazioni potrebbero risalire a 150.000 anni fa.
Nel giugno del 2002 alcuni giornalisti cinesi visitano il monte Baigong, una formazione rocciosa che ricorda una piramide nella provincia del Qinghai. E a circa 3.000 metri di altitudine, all'interno di una grotta, trovano qualcosa di straordinario: un gran numero di strutture cilindriche rossastre, simili a tubazioni arrugginite. Alcune raggiungono i 40 centimetri di diametro, altre sono sottili come stuzzicadenti. Sembrano penetrare nella roccia e riapparire all'esterno.
Altre formazioni si trovano sulle rive del lago salato Toson, distante appena 80 metri, e persino sott'acqua. Sembra un antico impianto industriale. Ma costruito da chi? Inutile dire che appena la notizia viene resa pubblica, il mistero accende la fantasia. Si parla di una civiltà scomparsa, di tecnologie impossibili e, naturalmente, di extraterrestri. In pochi mesi il luogo diventa un'attrazione turistica legata agli alieni.
Certo, anche lasciando da parte l'ipotesi extraterrestre, se si trattasse di tubi costruiti da mani umane 150.000 anni fa, saremmo di fronte a un'autentica rivoluzione destinata a riscrivere la storia dell'archeologia. Ma non esiste alcuna prova che i tubi siano manufatti, e la stessa datazione non è accompagnata da uno studio scientifico verificabile.
Gli scienziati si mettono al lavoro, e le prime analisi individuano ossidi di ferro, silicio e calcio. Una piccola percentuale del materiale non viene identificata. Un geologo segnala persino una radioattività relativamente elevata. Tirando le somme,i ricercatori propongono una spiegazione molto più terrestre. Quei tubi potrebbero essere ciò che rimane di antichissime radici.
Le radici, sepolte nei sedimenti, si decompongono. I minerali possono conservarne la forma, creando cilindri durissimi, talvolta cavi, rivestiti di ossidi di ferro. Processi analoghi sono documentati in altre parti del mondo, con formazioni che raggiungono diametri anche superiori a quelli di Baigong. Alcune indagini cinesi riferiscono anche la presenza di tracce vegetali nelle strutture.
Il mistero, dunque, è risolto? Non completamente. Manca uno studio scientifico pubblico ed esaustivo che ricostruisca la formazione dei tubi. Ma ad oggi nonostante esami approfonditi, non esiste alcuna prova che qualcuno li abbia costruiti. E per la scienza ufficiale i loro artefici potrebbero essere stati la natura e il tempo.
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