giovedì 19 marzo 2020
399 - MATRIMONIO FATALE
398 - LA PRIMA FEMMINISTA
397 - IL PIU' BRUTTO DEI CAVALIERI
396 - UN SOGNO AFRICANO
L'ha inventato Zumra Nuru. A sentire lui, la sua “Imagine” ha cominciato a costruirla quando non aveva neanche 4 anni. Gli altri bimbi giocavano fra le pozzanghere davanti casa, e lui parlava di pace e di fratellanza, coi familiari che alzavano sconsolati gli occhi al cielo, “questo è scemo”. Almeno, così la racconta lui.
Non so se è tutto vero, se Zumra Nuru a 4 anni aveva già iniziato a sognare e a farsi dire “questo è scemo”. Quello che è certo è che lui poi il suo sogno l’ha realizzato, lo puoi vedere coi tuoi occhi imboccando la statale B22 verso il lago Tana, nel nord dell'Etiopia, e deviando a sinistra quando sei a una settantina di chilometri da Bahar Dar.
Appena imbocchi lo sterrato vedi che qualcosa nel paesaggio cambia: è tutto un po' più ordinato, un po' più pulito. Ed ecco Awra Amba, case povere ma dignitose, strade non asfaltate ma niente fango, niente sporcizia.
Zumra Nuru lo trovi che ti aspetta nella piazzetta del villaggio, seduto sotto gli alberi. Ti accoglie a braccia aperte, ti chiama fratello. La prima cosa che ti colpisce è quel buffo copricapo verde pisello. Anzi no, è la seconda: la prima è lo sguardo buono e profondo con cui cerca i tuoi occhi. E quel carisma tranquillo che neanche il buffo copricapo verde riesce a scalfire.
Poi, con un suo collaboratore, ti porta a visitare il villaggio, ogni angolo del villaggio. Non servono molte parole: abitazioni semplici ma ordinate e linde, donne che lavorano ai telai in un capannone luminoso, uomini che seminano i campi, mucche al pascolo, e poi le cucine comuni, un piccolissimo ospedale, la casa degli anziani, la scuola con i bambini. Istruzione, salute, terza età: servizi ai confini della realtà e oltre per gli standard africani. Tutto pulito, tutto ordinato, tutto luminoso.
E' come avere una visione, una Shangri-La che ti appare in un fascio di luce. Perché a pochi, pochissimi chilometri hai appena lasciato l’Africa povera e dannata, brutta sporca e maledetta da Dio, con le sue capanne di legno, di fango e di lamiera arrugginita, con gli sguardi rassegnati di gente di ogni età che passa giornate una uguale all'altra fatte di fame, di miseria, di malattie. Awra Amba è una bolla di sapone nell’acqua sporca.
Una bolla dove vivono 514 persone. I 514 discepoli di Zumra Nuru, quelli che in questi anni hanno deciso di sognare con lui. Che di anni ne aveva 13 quando nel 1960, decise di lasciare la regione dell’Amhara, dove era nato e cresciuto, e dove la gente guardava, quel bimbo così strano e così diverso dagli altri, e scuoteva la testa.
Zumra Nuru cerca gente come lui, gente che condivida le sue idee. Come quella strana idea che da queste parti e da molte parti nel mondo suona come una bestemmia: vivere in pace tutti insieme, cristiani e musulmani, e gente di ogni razza e di ogni religione.
Cinque anni sulle strade polverose dell’Etiopia e nessun risultato, poi il ritorno a casa. Non lo accolgono bene, la gente lo evita, i familiari ormai sono sicuri: è matto. Lui allora riparte, non molla. Finché alla fine, chissà come, un pugno di disperati disposto a seguirlo lo trova. Sognare tutti insieme è più facile: si-può-fare! Zumra Nuru e i suoi discepoli si rimboccano le maniche, e nel 1972 nasce Awra Amba.
La voce si sparge, la gente comincia ad arrivare, uomini, donne, le prime famiglie. Ma quali sono le regole da seguire per vivere ad Awra Amba? Si contano sulle dita di una mano. Eccole:
1 - Tutti gli individui sono fratelli aldilà di qualunque differenza sociale o religiosa
2 - Eguaglianza fra uomo e donna
3 - Rispetto dei diritti dei bambini
4 - Sostegno agli anziani e ai più deboli
5 - Lavoro per tutti e cooperazione nel segno della pace e dell’amore.
Detto così sembra facile.
Non lo è per niente. Awra Amba negli anni successivi vivrà momenti difficili, rischierà di essere cancellata. Ti risparmio gli ostacoli, le trappole, le sfide superate per sopravvivere. Che sono tante. Quelle se vuoi te le racconta la gente di Awra Amba se li vai a trovare, ma non ti aspettare rabbia o rancori, te le racconta con calma, con lo sguardo tranquillo di chi ha passato il temporale e ora ha trovato il sereno.
Zumra Nuru mi guarda negli occhi mentre risalgo sul fuoristrada, “ciao fratello”. Lo vedo rimpicciolire nello specchietto retrovisore col suo buffo turbante verde, col suo sguardo buono e profondo, con un sorriso che non è un sorriso, mentre in testa John Lennon mi suona il suo mantra, “You may say i'm a dreamer...”. Già. Tu puoi dire che sono un sognatore. Il mondo può dire che sono solo un sognatore. Ma intanto Awra Amba c’è.
395 - UNO SGUARDO DAL SETTECENTO
martedì 17 marzo 2020
394 - L'ULTIMA CHANCE
lunedì 16 marzo 2020
393 - ACQUA, PESCI E ANATRE: LO STAGNO NELLA CRIPTA
domenica 15 marzo 2020
392 - UNA VOCE DALL'OLTRETOMBA
giovedì 12 marzo 2020
391 - LA PROFEZIA DEL TITAN
390 - JULIA SALE SULL'ALBERO
Ma non si ferma: segue il suo motto “you make the difference” (tu fai la differenza), partecipa a diverse azioni di disobbedienza civile: nel 2002 in Ecuador finisce anche in carcere per aver protestato contro il taglio di una foresta andina per far posto a un oleodotto. Espulsa, torna in patria dove è in prima linea in campagne come il no alla guerra in Iraq e la war-tax resistance. Racconta la sua permanenza sull'albero nel libro “The legacy of Luna” (in italiano “La ragazza sull'albero”) e riceve un dottorato ad honorem dal California New College. Citata in hit musicali (“Can’t Stop” dei Red Hot Chili Peppers), libri e serie tv (a lei è ispirato l'episodio dei Simpson “Lisa l’ambientalista”). Se volete andare a trovarla, ecco il suo sito.
389 - IL VILLAGGIO DI PIETRA
mercoledì 11 marzo 2020
388 - UNA CHIESA POCO EXTRA E MOLTO TERRESTRE
martedì 10 marzo 2020
387 - L'ANGELO DEL SILENZIO
386 - QUANDO IL VIRUS TI SALVA LA VITA
lunedì 9 marzo 2020
385 - I SOPRAVVISSUTI DELLA TAIGA
domenica 8 marzo 2020
384 - QUELLA SPORCA DOZZINA
383 - LE MONTAGNE ARCOBALENO
venerdì 6 marzo 2020
382 - LA MARATONETA
381 - LA DONNA FUNIVIA
380 - IL TEATRO DI ANDROMEDA
379 - Il GIARDINO DEI MIRACOLI
872 - IL CAPPELLO SULLE VENTITRE'
Un uomo cammina per strada, il cielo è arrossato dal sole che inizia a tramontare. Che ore sono? Le 23,30. Siamo in Italia, non...
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